mercoledì 9 novembre 2022

RICCARDO MUTI AL TEATRO REGIO DI TORINO CON IL DON GIOVANNI DI MOZART

Il Maestro Riccardo Muti torna a Torino, 18 al 26 novembre, per dirigere il capolavoro mozartiano in un allestimento che vede la regia della figlia Chiara.

 

(Il Maestro Riccardo Muti - Credit web Teatro Regio Torino / RMM)

Il Teatro Regio di Torino accoglie uno dei titani della direzione musicale mondiale: Riccardo Muti. Dal 18 al 26 novembre, il maestro dirigerà il nuovo allestimento del Don Giovanni, il leggendario capolavoro di Wolfgang Amadeus Mozart.  La regia è affidata a Chiara Muti.

 

Protagonisti delle cinque recite sono: Luca Micheletti, Jacquelyn Wagner, Mariangela Sicilia, Giovanni Sala, Alessandro Luongo, Francesca Di Sauro, Leon Košavić e Riccardo Zanellato.

 

La nuova produzione di Don Giovanni è sicuramente lo spettacolo di punta della Stagione 2022 del Teatro Regio ed è un appuntamento molto atteso a livello internazionale.

 

I biglietti sono in vendita presso la Biglietteria del Regio, piazza Castello 215, da lunedì a sabato ore 13-18.30; domenica ore 10-14; un’ora prima degli spettacoli - Tel. 011.8815.241 e 011.8815.242 oppure online su www.teatroregio.torino.it  o www.vivaticket.it.


Informazioni: da lunedì a venerdì: ore 9-17.30, piazza Castello 215 - Torino - Tel. 011.8815.557; info@teatroregio.torino.it.

 

Teatro Regio di Torino

Stagione 2022

“Don Giovanni”

Dramma giocoso in due atti 

Musica di Wolfgang Amadeus Mozart

Libretto di Lorenzo Da Ponte

 

Nuovo allestimento Teatro Regio Torino

In coproduzione con Teatro Massimo di Palermo

Dramma giocoso in due atti

 

Cast artistico

 

Riccardo Muti direttore d'orchestra

 

Chiara Muti regia

Alessandro Camera scene

Tommaso Lagattolla costumi

Vincent Longuemare luci

Paolo Vettori assistente alla regia

Andrea Gregori assistente alle scene

Francesco Ceo assistente ai costumi

Andrea Secchi maestro del coro

Alessandro Benigni maestro al fortepiano

 

Orchestra e Coro Teatro Regio Torino

 

Nuovo allestimento Teatro Regio Torino

In coproduzione con Teatro Massimo di Palermo

 

Emmanuele Macaluso

mercoledì 26 ottobre 2022

CHIARA BERTOGLIO E LA SUA RICERCA DI EQUILIBRIO SULLA MUSICA

Chiara Bertoglio rilascia un’intervista nella quale racconta la continua ricerca di equilibrio in una vita che indaga la musica in molte sue forme.

(Copyright: Chiara Bertoglio - Credit: Alberto Tosi)

Scrivere di Chiara Bertoglio senza cadere nella tentazione di “appoggiarsi” semplicemente al suo infinito curriculum non è facile. Cercare di punteggiare una biografia che non sia quella ufficiale è una piccola impresa. Chiara Bertoglio è una pianista, docente al Conservatorio di Novara e ricercatrice italiana. In tutti e tre i ruoli ha raggiunto vertici di eccellenza e importanti riconoscimenti.

Sul suo sito internet ufficiale il curriculum, la lista delle pubblicazioni, delle incisioni e delle conferenze riempirebbe decine di pagine Word. Come può essere possibile mantenere standard così alti in tre diversi modi di vivere la musica?

A raccontarcelo è proprio la protagonista di questa intervista concessa in un caldo pomeriggio estivo.

Essere una musicista, una docente e una ricercatrice non è semplice. Equivale ad una lunga e continua ricerca di un equilibrio che poggia su sé stesso e mantiene le tre sfaccettature di una carriera in continua espansione. Un equilibrio fluido che si adatta ai continui cambiamenti. Alle evoluzioni.  

Ed è proprio mentre si parla di questo concetto così legato alla tecnica e alla cultura che avviene qualcosa che ci colpisce. Una sorta di epifania posta dalla protagonista con una grazia forse inconsapevole ma efficace. Quella continua ricerca di equilibrio (parola ripetuta in quanto vera chiave di lettura di questo articolo) della professionista, trova le sue radici e le sue basi nella visione del mondo, della cultura e dell’arte della giovane donna che ce la racconta.

I contorni non sono definiti. Non vi è una linea netta che divide la donna dall’artista, studiosa e docente mentre il moto perpetuo avviene. Ma le varie “funzioni” si fondono. Confondono. Mischiano. Condividono spazio e tempo. Il tutto con un’armonia che è contemporaneamente arte, musica e umanità.

Abbiamo chiesto alla dottoressa Bertoglio di raccontarci il suo rapporto con i nuovi media per la divulgazione dei suoi lavori e delle sue attività. Anche in questo la visione strategica della nostra protagonista va in una direzione diversa rispetto a quella collettiva, ma con la solidità e la consapevolezza di chi conosce qual è lo spazio che vuole ritagliarsi nel mondo della comunicazione online.

Non ci troviamo di fronte ad una donna che condivide contenuti quotidianamente per mantenere alti i numeri degli algoritmi, ma ad una professionista che crea post solo quando ha qualcosa da dire. Lancia i suoi contenuti o i suoi aggiornamenti e se qualcuno li legge e interagisce è positivo, ma se questo non accade, va bene lo stesso. I post rimangono comunque lì, semplicemente per quello che sono: contenuti condivisi.

Se tra i lettori di questo articolo ci fosse un social media manager (cosa molto probabile vista la tipologia di blog) potrebbe avere molto da ridire, ma invito a valutare come questo approccio mentale (ancor prima che tecnico) sia profondamente rispettoso del tempo dell’artista e - soprattutto - non la tiene incatenata alla tastiera del suo dispositivo elettronico, dandole l’opportunità di sviluppare le sue passioni, le sue esperienze e la sua professione.

Forse questo approccio è una delle ragioni che permettono quella continua ricerca di equilibrio e performance che non viene  così sviata da fattori secondari.

(La copertina del CD “Johann Sebastian Bach: Orchestral Suites Nos. 1-3” - Credit: Da Vinci Records)

Attualmente, Chiara Bertoglio pone molte energie nella sua veste di ricercatrice e pianista. È infatti da poco uscito il quarto volume della sua opera dedicata a Bach dal titolo: “Johann Sebastian Bach: Orchestral Suites Nos. 1-3 (Piano transcriptions by Giuseppe Martucci)edito da Da Vinci Records.

La descrizione dell’album è disponibile qui https://davinci-edition.com/product/c00644/

Concludiamo questo articolo dando i riferimenti per conoscere meglio i lavori della nostra intervistata, nella speranza di aver creato un’occasione per far conoscere il mondo di un’eccellenza italiana attraverso i suoi lavori.

Consigliamo quindi la visita del sito web ufficiale all’indirizzo https://www.chiarabertoglio.com/home

 

Emmanuele Macaluso

domenica 16 ottobre 2022

DORA TORTORA - LA VOCE JAZZ DI TORINO

Dora Tortora, cantante jazz e direttore artistico della scuola musicale “A Tutta Musica!”, ci racconta le sue origini musicali e il suo presente artistico e professionale.

(Nella foto Dora Tortora – Foto: Stefano Gnech)

Questa è la storia di una donna che ha incontrato la musica molto presto e che ad essa ha dedicato molto tempo della sua vita. Una vita che somiglia ad uno di quei film in cui quella che è una passione embrionale di una madre passa alla figlia che la concretizza. La rende vera. La rende musica.

Nel 1952, una donna, non ancora ventenne, parte dalla Sicilia alla volta di Roma per ascoltare dal vivo il terzo concerto italiano di Louis Armstrong e Lucille Wilson. La figlia di quella donna che nell’Italia del dopoguerra attraversa mezzo Paese guidata dalla sua passione per la musica jazz, sente fin dall’adolescenza quella stessa attrazione.

Ascolta musica, studia e inizia a cantare fino a quando, dopo un’esibizione al Teatro Filarmonica di Ambra (Arezzo) decide di trasformare quella passione in un lavoro. In uno strumento in grado di trasmettere la sua passione e le sue emozioni agli altri.

Dora Tortora, questo il nome di quella ragazza, si iscrive al Conservatorio “G.F. Ghedini” di Cuneo dove, affiancando allo studio vocale quello dell’accompagnamento al pianoforte, si diploma con il massimo dei voti.

Come un artigiano nella sua bottega ha lavorato, forgiato, affinato e sviluppato il suo talento.

Ha seguito corsi, partecipato a workshop e masterclass e ha sentito l’esigenza di imparare a insegnare agli altri quello che ha appreso nel suo percorso accademico, formativo e da artista.

Dietro quella calda voce jazz - con un vibrato naturale davvero notevole - si è sempre mantenuta viva una donna pratica e ostinata, con l’esigenza di rendere concreto il suo lavoro. Forse, su queste note caratteriali si è fatto spazio l’incipit che l’ha portata a studiare e certificarsi all’insegnamento utilizzando il metodo teorizzato da Edwin E. Gordon.

Questo metodo consente potenzialmente a tutti di fare musica, anche a coloro che non sanno leggere uno spartito e che non hanno basi teoriche. Una visione democratica e popolare della musica che Dora ha fortemente voluto come metodo didattico della scuola musicale torinese “A Tutta Musica! (rigorosamente con il punto esclamativo nda), della quale è direttore artistico.

Oltre alla preparazione accademica e formativa, Dora ha acquisito una grande esperienza sul palco, condividendo con il pubblico il calore della sua voce. Una condivisione che è avvenuta come cantante solista e in collaborazione con cori e gruppi della scena torinese e nazionale.

Una vita artistica che si rinnova continuamente e che la vedranno protagonista anche nei prossimi mesi.

Dora Tortora, è una di quelle eccellenze artistiche e manageriali che, attraverso queste pagine, desideriamo far conoscere. Una professionista culturale che con il suo lavoro condivide arte e le dà continuità. Una manager che investe dal punto di vista imprenditoriale e che ha reso la scuola che dirige (nella zona “Vanchiglietta” di Torino) un riferimento saldo e sano sul suo territorio. Una direttrice e docente che trasmette musica a bambini, ragazzi e adulti con metodo e una gentilezza che ti accarezza come la musica.

Durante questa intervista, siamo rimasti colpiti dal naturale equilibrio che Dora ha saputo creare tra il suo eclettico lato artistico e il pragmatismo di chi deve gestire una scuola di musica. Due anime apparentemente diverse che in questa donna convivono con grazia e determinazione. Forse quella determinazione ereditata da quella ragazza che, in un contesto sociale e culturale molto diverso da quello attuale, ha messo da parte la paura per raggiungere una città lontana e ascoltare musica venuta da molto più lontano. Dall’altra parte del mondo.

Il consinglio quindi, è di conoscere meglio Dora Tortora leggendo la pagina a lei dedicata sul sito della scuola che dirige https://www.atuttamusicatorino.it/dora-tortora-canto-pianoforte

 

Emmanuele Macaluso

martedì 5 luglio 2022

FULVIO BUSSANO: 40 ANNI AL SERVIZIO DELLA MUSICA TRA PERFORMANCE E MANAGEMENT

Il basso Fulvio Bussano si racconta in un’intervista a tutto campo, tra performance artistica e organizzazione di eventi musicali dedicati all’opera lirica (e non solo) che oltre ad essere spettacoli sono momenti di divulgazione.

 

 (Credit: Jon Merriott)

Pubblichiamo con piacere questa intervista, nella quale parliamo di un professionista che si divide tra il palco e il management cultrale. Fulvio Bussano si occupa di cultura da più di 40 anni e lo fa a tuttotondo, come artista e come promotore  e organizzatore di eventi.

 

Un’esperienza granitica, forgiata da un’insieme di esperienze professionali e artistiche che lo hanno formato sotto tutte le prospettive. Oltre 15 anni nell’amministrazione pubblica, con due mandati come sindaco e uno da vicesindaco con delega alla cultura. La fondazione a metà anni ’80 dell’Associazione “Musica Insieme” nella sua Piobesi Torinese, che ancora oggi svolge attività artistiche e formative.

 

Una formazione musicale solidissima, presso il Conservatorio di Torino sotto la guida di maestri esperti e sviluppata attraverso prestigiose masterclass, iniziata non da giovanissimo ma perfezionate e affrontate con quell’esperienza che è valore aggiunto. Consapevolezza. Maturità.

Infine le esperienze artistiche “sul campo”, le collaborazioni prestigiose con cori e con quello stesso Conservatorio che lo ha diplomato. Ha fatto tutti i passi senza sconti, imparando dal punto di vista accademico e attraverso l’esperienza diretta, creando quell’insieme di competenze che fanno della realtà che guida una delle più interessanti nel panorama musicale piemontese e non solo. Una realtà culturale con una visione del prodotto artistico non consueta.

 

Dopo qualche anno da artista collaboratore, tra il 2017 e il 2018, Fulvio Bussano diventa presidente de “Gli Amici di Fritz”, un’associazione che porta l’opera lirica verso il grande pubblico, attraverso una attenta scelta artistica e imprenditoriale che cercheremo di approfondire con questo articolo.

L’azione imprenditoriale e strategica è capillare e inedita per il settore, con una serie di fattori che differenziano l’operato (e i risultati dell’associazione) rispetto alle altre compagnie sul territorio.

 

La visione

La visione di Bussano è chiara: la musica e l’arte non devono essere aleatorie, ma devono incontrare il pubblico.

Approfondiamo questo concetto attraverso le sue parole:«L’artista non può vivere sulle nuvole, deve calarsi nella realtà. Deve lottare per proporre il livello qualitativo che può esprimere ma deve proporlo con formule nuove. L’imprenditore se ha dei prodotti, deve escogitare delle formule per proporli e inserirli sul mercato. L’artista deve fare più o meno la stessa cosa».

L’attività artistica - sviluppata e supportata da quella imprenditoriale - deve dare godibilità, fare vivere un’esperienza in grado di creare (o rinverdire) la passione per questa forma d’arte. La musica deve raggiungere il pubblico anche a costo di uscire dalle normali sedi teatrali.

A tal proposito, risulta particolarmente interessante il progetto “Paesaggi Lirici”, con il quale Gli Amici di Fritz portano l’opera al pubblico in location (spesso di grande valore artistico) inedite per i concerti. Tra questi citiamo ad esempio il Castello di San Martino Alfieri nella provincia di Asti.

 

Scelta e diversificazione del prodotto artistico

La scelta delle Opere in repertorio è strategicamente oculata, per quell’equilibrio tra popolarità già acquisita da alcune arie e la semplicità nell’ascolto anche per gli ascoltatori meno abituati al genere lirico.

Proprio a proposito di scelte musicali, Gli Amici di Fritz creano una nuova visione nella costruzione del prodotto musicale, evolvendolo ed elevandolo ad un concetto più ampio e stimolante sia per gli artisti che per il pubblico.

Alle opere liriche (tra queste “Il barbiere di Siviglia”, “La serva padrona”, “L’Italiana in Algeri”, “Lelisir d’amore” e “La Cenerentola”), l’associazione affianca altre esperienze di ascolto come ad esempio “Pierino e il Lupo”, la favola musicale per grandi e piccini di Sergej Prokofiev nell’esilarante versione in Piemontese che vede come voce narrante Bruno Gambarotta.

Non solo, la poliedricità artistica de Gli Amici di Fritz lambirà anche la musica Jazz e Swing con una formazione che vedrà insieme Massimo Rissone (clarinetto), Carlo Bettarini (violino), Luigi Canestro (già direttore musicale de Gli Amici di Fritz e nell’occasione pianista) e lo stesso Fulvio Bussano.

Un vero è proprio carnet di prodotti musicali che spaziano in direzioni e luoghi diversi, sempre con la logica dell’incontro e della fruibilità del pubblico unita alla ricerca della qualità musicale.

 

Politica di Prezzo

Altro fattore da sottolineare è la politica di prezzo scelta da Bussano. Una politica di prezzo che si può facilmente definire “popolare” e al contempo “divulgativa”. Nel corso degli anni, abbiamo avuto più volte modo di assistere a spettacoli prodotti dall’associazione e l’unione dei fattori “prezzo contenuto” / “alta qualità del contenuto artistico” hanno avuto un rispontro sempre positivo. Un riscontro che diventa un altro fattore promozionale e culturale.

 

Partnership

Altro asset di grande logica imprenditoriale è la scelta di attivare partnership strategiche con progetti che coinvolgono i giovani sul medio e lungo periodo. Tra queste segnaliamo quelle attivate con i licei torinesi Cottini e Passoni.

Con il Liceo Cottini si è avviata una collaborazione che porta gli allievi a progettare e realizzare le scenografie degli spettacoli. A questa attività si è aggiunta anche l’elaborazione e la produzione del logo del già citato progetto “Paesaggi Lirici”.

Con il Liceo Passoni, la partnership prevede la realizzazione dei costumi di scena. Le collaborazioni con queste istituzioni vedono l’associazione coinvolta in importanti e preziosi incontri formativi, divulgativi e di musicologia, che hanno l’intento di portare gli allievi “dentro” la costruzione dell’opera e che hanno registrato ottimi riscontri dal punto di vista del gradimento. Queste partnership vedono anche un forte impegno da parte dei docenti delle scuole.

Oltre a quelle strategiche, l’esperienza di Bussano nel mondo della Pubblica Amministrazione, unita alla credibilità raggiunta dall’associazione, ha portato al riconoscimento da parte del Consiglio Regionale del Piemonte di un patrocinio oneroso. Alle partnership strategiche quindi, si affiancano quelle istituzionali, che vedono anche quelle dei comuni interessati dagli eventi.

 

Reputation Management

La creazione e gestione della reputazione è un fattore tecnico importante, che genera ritorni positivi sotto molti punti di vista. Da quello artistico a quello legato agli indici di notorietà e conseguentemente di coinvolgimento da parte di potenziali sponsor e o patrocinatori. La credibilità del progetto culturale guidato da Bussano passa anche attraverso collaborazioni e partecipazioni a festival e eventi nazionali e internazionali.

Ultima in ordine di tempo, la partecipazione alla Festa della Musica di Mentone (Francia) lo scorso giugno, con una rappresentazione de “La serva padrona” di Giovan Battista Pergolesi che ha avuto un ottimo riscontro di pubblico. Negli anni scorsi Gli Amici di Fritz sono stati impegnati in attività artistiche e divulgative anche nel Regno Unito.

L’attività di reputation management viene sviluppata anche con azioni mirate di comunicazione crossmediale. Attraverso i social media, la newsletter ufficiale e un’attività di ufficio stampa che - per quanto ancora con margini di crescita - risulta già essere presente e ben posizionata sui motori di ricerca.

 

Lavoro di squadra e riconoscimento dei ruoli

L’associazione Gli Amici di Fritz è una realtà ben strutturata, che regala buone performance artistiche fondate su una solida struttura imprenditoriale e manageriale. Una struttura organizzativa rispettosa dei ruoli che lo stesso Bussano ci tiene a raccontare. A coadiuvare Bussano nel suo ruolo di presidente infatti, troviamo il maestro Luigi Canestro nel ruolo di direttore musicale. Fabio Buonocore è il regista delle rappresentazioni e Francesca Arduino è la referente amministrativa.

Una squadra di lavoro che viene guidata da un uomo che ha fatto delle sue “3 vite professionali”, i tre pilastri della sua azione culturale. Bussano unisce infatti la sua esperienza come libero professionista a quella di amministratore pubblico e di artista.

 

Di quest’ultima parte, visto il taglio che abbiamo voluto dare a questo articolo, abbiamo parlato poco. Nel corso degli anni, come abbiamo già sottolineato, abbiamo visto Bussano più volte all’opera sul palco. La sua presenza scenica, unita alle sue doti canore da basso, hanno sempre reso qualitativamente godibile la rappresentazione.

Tuttavia, non desideriamo approfondire in questo momento questo aspetto, in quanto la scelta editoriale di Opificio della Musica è quello di fornire ai suoi lettori, appena possibile, una visione che possa dare spunti e stimoli legati al marketing e alla divulgazione musicale.

In questo caso, non è difficile indicare il lavoro di Fulvio Bussano, svolto attraverso l’associazione Gli Amici di Fritz, come un autentico caso studio, con indici operativi che si discostano (e di molto) dagli altri operatori culturali privati attualmente sul mercato. Un vero e proprio modello di business e management che sottoponiamo all’attenzione dei nostri lettori e di quei manager o operatori culturali che da questo articolo potrebbero prendere spunti preziosi. Alla luce di risultati e indicatori che hanno fatto la differenza.

 

Gli Amici di Fritz – Canali ufficiali:

- Sito Web: www.gliamicidifritz.it

- Scheda artistica di Fulvio Bussano: www.gliamicidifritz.it/fulvio-bussano/fulvio-bussano-basso/

- Pagina facebook: www.facebook.com/gliamicidifritz

 

Emmanuele Macaluso