venerdì 6 novembre 2026

COMUNICAZIONE UFFICIALE: PUBBLICATO IL “PROTOCOLLO DI SOSTENIBILITÁ” DI OPIFICIO DELLA MUSICA

A pochi mesi dall’annuncio della pubblicazione del primo bilancio di sostenibilità nel 2027, Opificio della Musica pubblica un’intera sezione dedicata alla responsabilità sociale d’impresa (CSR) e all’etica nella propria opera di divulgazione.

È dello scorso febbraio la notizia della prossima pubblicazione del “primo” bilancio di sostenibilità di Opificio della Musica. La notizia ha richiamato l’attenzione dei media (1) in quanto sarà la prima volta che un blog di divulgazione musicale produrrà questo documento tecnico, del quale si darà notizia nei prossimi mesi.

In attesa del bilancio di sostenibilità, il fondatore di OdM, rimanendo in linea con tutti i progetti che guida, ha stilato, sotto la supervisione del Comitato Etico Scientifico del Manifesto del Marketing Etico, un protocollo di sostenibilità. 

Ma di cosa si tratta?

Il protocollo di sostenibilità è un insieme di norme (e attività) che tutte le persone che operano in Opificio della Musica si impegnano a seguire per ridurre eventuali effetti negativi del proprio impatto dal punto di vista ambientale, sociale e di governance (i cosiddetti parametri ESG ndr).

Non è una novità assoluta per i progetti guidati da Emmanuele Macaluso, ma è un fattore di attenzione ed eccellenza inedita nel mondo della divulgazione musicale e culturale tra i blog.

Il protocollo rappresenta un primo passo pratico di attenzione del progetto verso i parametri ESG e sarà probabilmente oggetto di revisioni e implementazioni future, delle quali si darà conto nei successivi bilanci di sostenibilità di Opificio della Musica.

Vi invitiamo a prendere visione del protocollo di sostenibilità nella sezione “Sostenibilità e Etica - CSR” del blog all’indirizzo https://opificiodellamusica.blogspot.com/p/sostenibilita-e-etica-csr.html

NB. Il protocollo è stato pubblicato nel mese di ottobre, ma viene divulgato in queste a ore a seguito di una precedente supervisione da parte di alcuni esperti di sostenibilità.


Ringraziamo per l’attenzione.

 

La redazione di Opificio della Musica


Note: (1)    Vedi sezione “Rassegna stampa” di Opificio della Musica.

venerdì 30 ottobre 2026

REPORTAGE: MOSTRA “VERDI OLTRE IL SIPARIO: CREARE L’OPERA NELL’ITALIA MODERNA”

In occasione dei novant’anni del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, una mostra a Palazzo Carignano ci permette di dare uno sguardo al dietro le quinte della mise en place delle opere verdiane.

(Nella foto un abito di scena - crediti: Emmanuele Macaluso - Copyright: Opificio della Musica)


È stata inaugurata lo scorso 22 ottobre, e si terrà fino al 15 febbraio 2027, la mostra a Palazzo Carignano di Torino dal titolo:"Verdi oltre il sipario: creare l’opera nell’Italia moderna”.

La mostra è allestita nei locali degli Appartamenti dei Principi di Palazzo Carignano, da poco restaurati e restituiti al pubblico.

(Nella foto cataloghi generali ed. Ricordi - crediti: Emmanuele Macaluso - Copyright: Opificio della Musica)


Il palazzo è stato sede del primo Parlamento Italiano del Regno d’Italia, nel quale il maestro Giuseppe Verdi è stato eletto deputato nella prima legislatura.

Un luogo dal forte significato simbolico quindi, ospita importanti documenti e cimeli, in occasione dei festeggiamenti per il novantesimo anniversario del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino.

La mostra vuole mettere in risalto tutte le figure coinvolte nella realizzazione di un’opera: dall’incarico affidato al compositore da parte dell’editore, all’apporto del librettista, attraverso la creatività del costumista e la visione scenica dello scenografo. Un lavoro coordinato e complesso che porta alla messa in scena dell’opera.

 

(Nella foto riviste promozionali - crediti: Emmanuele Macaluso - Copyright: Opificio della Musica)


Grazie al prezioso apporto dell’Archivio Storico Ricordi, la mostra regala al pubblico elementi davvero curiosi e importanti. Lettere autografe, partiture originali, bozzetti, manifesti, disegni, abiti di scena emozionano e conducono il visitatore in un’epoca e in un metodo di lavoro passato ma intramontabile per gli appassionati e i curiosi.

(Nella foto abito di scena di “Violetta” per “La Traviata” - crediti: Emmanuele Macaluso - Copyright: Opificio della Musica)


Consigliamo la visita e invitiamo a vivere l’emozione nel poter guardare da vicino la grafia dei grandi personaggi della storia della musica e della cultura.

 

Di seguito alcune informazioni per organizzare la visita:

- Luogo: Palazzo Carignano – Appartamenti dei Principi, Via Accademia delle Scienze 5 a Torino.

- Durata: dal 22 ottobre 2026 al 15 febbraio 2027.

- Orario: venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17).

- Costo: ingresso gratuito.


Prenotazione online su ww.museitaliani.it oppure tramite APP Musei Italiani.

Contatti: drm-pie.carignano-prenotazioni@cultura.gov.it

Tel. 011.5641711


Emmanuele Macaluso

lunedì 19 ottobre 2026

RECENSIONE: “SE SOLO SAPESTE” DI DAVID GARRETT

Cosa succede ad un enfant prodige quando smette di essere un enfant? Il violinista David Garrett ce lo racconta. In occasione dell’uscita del suo album “Immortal” abbiamo recensito la sua autobiografia.

(La copertina del libro - Copyright Baldini e Castoldi) 

È uno dei violinisti più celebri al mondo e per la prima volta racconta la sua storia in prima persona.

Dopo alcune biografie non autorizzate, David Garrett (pseudonimo di David Bongartz nda) prende in mano la situazione e racconta la sua epopea personale e artistica condividendola con il lettore.

La prima pubblicazione dell’autobiografia è del 2023 ed è disponibile in italiano. La storia è quella di un ragazzo prodigio che inizia a studiare il violino a soli 4 anni sotto la guida di importanti maestri privati e il controllo diretto di un padre che ha riversato sul figlio forti ambizioni.

Il padre è un mercante di violini e strumenti ad arco che fa molti sacrifici per dare al figlio le chances che merita. David si impegna e a 10 anni fa il suo debutto in orchestra, mentre a 13 diventa il più giovane artista mai scritturato dalla prestigiosa etichetta discografica Deutsche Grammophon. 

Una carriera da enfant prodige che si svolge sotto lo sguardo attento del pubblico e di importanti artisti fino… alla crisi.

Il tempo passa e l’enfant prodige diventa un giovane adulto che deve confrontarsi con un mercato nel quale non può più usare la carta della giovane età. Garrett fa quindi scelte coraggiose, cambia continente per studiare a New York e si allontana dalla guida del padre per diventare indipendente.

Il resto è da leggere immergendosi in pagine scritte con uno stile fluido e informale. Un vero e proprio dietro le quinte nella vita di uno degli artisti più coinvolgenti della sua generazione.

Garrett si divide tra musica classica e crossover, grazie al quale riesce a raggiungere un pubblico molto ampio e una notorietà globale che lo rende un esponente di punta del genere.

La scheda libro ufficiale dell’editore italiano (Baldini e Castoldi) condivide qualche numero che fa ben comprendere la grandezza del fenomeno in termini di volumi: oltre 1600 concerti in tutto il mondo, più di 4,5 milioni di album venduti e 25 dischi d’oro e 17 di platino in Germania, Austria, Hong Kong, Singapore, Taiwan, Messico, Brasile e molti altri Paesi(1).

La storia risulta avvincente, anche se rientra nella lunga tradizione narrativa del bambino talentuoso che deve fare i conti con le ambizioni di un genitore troppo presente. La traduzione è ben articolata e regala una lettura scorrevole e piacevole.

Consigliamo questo libro perché dona al lettore un punto di vista inedito sulla vita di un artista internazionale e - indirettamente - uno sguardo di prima mano sul mondo del management musicale di alto livello.

Di seguito la scheda del libro:

 

Autore: David Garrett

Titolo: Se solo sapeste, l’autobiografia

Editore: Baldini e Castoldi

Confezione: Brossura con alette

Pagine: 304

Data di uscita: 13/06/2023

Prezzo di copertina: 20 Euro

 

Buona lettura


Emmanuele Macaluso


(1) https://www.baldinicastoldi.it/libri/se-solo-sapeste  (scheda libro ufficiale)

mercoledì 9 settembre 2026

ARPABALENO: GRAZIA E AMICIZIA AL SERVIZIO DELLA MUSICA

Abbiamo incontrato l’ensemble di arpiste che da qualche anno sta condividendo musica di qualità sul territorio piemontese e non solo.

(Arpabaleno - Crediti: Lorenzo Carlesi - copyright 2026 e seguenti - su gentile concessione Arpabaleno) 

Arpabaleno nasce nel 2007. Il nome dell’ensemble si deve al fatto che, al momento della fondazione, il gruppo era formato da sette artiste. Sette come i colori visibili nello spettro di luce dell’arcobaleno.

L’ensemble è attualmente composto da tre arpe e una voce e si evolve sotto la direzione artistica di Valeria Delmastro. Il repertorio mira ad unire musiche della tradizione popolare e brani della cultura arpistica, con l’intento di guidare l’ascoltatore attraverso un viaggio sonoro che spazi tra diverse tematiche.


Nei quasi 20 anni di attività, il gruppo ha inoltre conseguito degli importanti riconoscimenti:

- Primo premio European Music Competition di Moncalieri (2010)

- Premio della critica della stampa all’European Music Competition di Moncalieri (2010)

- Terzo premio European Music Competition di Moncalieri (2011)

- Secondo premio al VIII Concorso Internazionale di Esecuzione Musicale “Città di Asti” (2013)


Rispetto alla formazione originale, attualmente Arpabaleno è formato da: 

Valeria Delmastro (Direzione artistica e didattica)

Laureata a pieni voti presso il conservatorio "Giuseppe Verdi" di Milano sotto la guida della prof.ssa Maria Elena Bovio. Dal 2011 è docente di arpa presso l’Istituto Musicale Comunale “Leone Sinigaglia” di Chivasso.  Ha collaborato con il Museo Nazionale del Cinema per la produzione e l’esecuzione di colonne sonore di film muti, con l’Orchestra Filarmonica Italiana per produzioni operistiche e con la Pop’s Harmonic Orchestra accompagnando Enrico Ruggeri. Ha inoltre suonato diretta dal maestro Peppe Vessicchio con Noa e Ron. Dal 2025 cura la direzione artistica e didattica dell’ensemble.

 

Alice Labate (arpa)

Presente fin dalla nascita del gruppo, sceglie di fare della musica una delle sue più grandi passioni, dedicandosi però anche alla professione della Terapia Occupazionale, laureandosi con il massimo dei voti nel 2016 presso l’Università Cattolica. Consegue in seguito la laurea magistrale scegliendo di specializzarsi nell’ambito dei pazienti in età evolutiva e portando a termine un master dedicato. Ha inoltre conseguito il titolo di Interprete LIS.

Partecipa a corsi di musica e arpa fin dal 2000, presso la scuola di musica Musiqueros di Andezeno e in seguito con la maestra Maria Pia Mantovani fino al 2013.


Iolanda Del Pozzo (arpa)

Entra a fare parte di Arpabaleno poco dopo la sua creazione. Inizia anche lei la sua formazione con la maestra Maria Pia Manotovani. Termina il percorso presso il Liceo Musicale di Torino.

Nel 2024 consegue una laurea magistrale a Torino in letteratura, filologia e linguistica italiana nel 2024 con il massimo dei voti. Ad oggi si dedica all’insegnamento.

 

Giulia Di Modugno (arpa)

Appassionata fin da bambina al mondo dell’arpa celtica, si avvicina al gruppo all’età di 13 anni. Inizia così a studiare anche l’arpa classica dapprima con Anne Gaelle Ciuf e in seguito con Katia Zunino. Fu proprio la Zunino a introdurla nel gruppo. In seguito la direzione passò a Carolina Coimbra. Attualmente è laureanda triennale presso l’Accademia delle Belle Arti di Torino.

 

Elisabetta Lupidi (voce)

Si dedica allo studio del canto fin dal 2012, sotto la guida di un’insegnante, fino a quando approfondisce la sua preparazione - attraverso seminari - nel Free Voices Gospel Choir, dove canta ormai da circa 12 anni. Condivide la sua voce anche con il pubblico di Arpabaleno.


Arpabaleno ha avuto l’opportunità di esibirsi in luoghi prestigiosi. Tra questi segnaliamo: i Musei Vaticani di Roma, la Reggia di Venaria Reale (To), la Palazzina di Caccia di Stupinigi (To), il Castello ducale di Aglié (To), a Villa Visconti Borromeo Litta di Lainate (Mi) e in Portogallo.


Ma l’attività di Arpabaleno non avviene solo attraverso eventi dal vivo. L’ensemble infatti, è molto popolare anche sul web. Il video nel quale le arpiste eseguono il Canon in D (Pachelbel's Canon), pubblicato il giorno dell’epifania del 2020 è diventato virale e ha infranto quota un milione e settecentomila visualizzazioni. 

L’ensemble è un microcosmo che, a nostro modesto avviso, merita di essere conosciuto, incontrato dal vivo e ascoltato. Mettiamo quindi di seguto i link di Arpabaleno:


Canale YouTube: https://www.youtube.com/@Arpabaleno

Profilo Instagram: https://www.instagram.com/arpabaleno

Pagina ufficiale Facebook: https://www.facebook.com/arpabaleno

 

 

Emmanuele Macaluso

mercoledì 15 luglio 2026

L’ULTIMO REGALO MUSICALE DI PIERO ANGELA

La RAI pubblica una pagina dedicata al Piero Angela musicista. Un ricordo delicato che racchiude anche tre brani eseguiti dal divulgatore a pochi giorni dalla sua scomparsa.

(Nella foto: Piero Angela vicino al pianoforte - crediti: RAI Radiotelevisione Italiana)

Conosciamo Piero Angela come divulgatore scientifico e personaggio pubblico. Forse non tutti sanno che Angela era anche un grande appassionato - e conoscitore - di musica jazz oltre che un ottimo pianista. Da giovane, nella sua Torino aveva anche avuto la possibilità di esibirsi dal vivo con lo pseudonimo di Piero “Peter” Angela.

Proprio il primo brano della pagina dedicata dalla RAI al divulgatore è una registrazione del 1953 al “Trampolino” di Torino, dove possiamo ascoltare un giovane Angela mentre utilizza tale pseudonimo.

La pagina, disponibile all'indirizzo internet https://www.raiplaysound.it/programmi/pieroangelaconcertojazz, contiene 12 brani, con collaborazioni eccellenti. Tra queste segnaliamo la condivisione musicale con alcuni protagonisti della scena jazzistica internazionale: Dino Piana, Franco Cerri, Gianni Basso, Paolo Fresu, Andrea Dulbecco ed Enzo Pietropaoli.

Alcune delle registrazioni sono state effettuate durante la messa in onda del programma televisivo “Superquark” nel corso degli anni. Ma è sulle ultime tre tracce che vogliamo portare l’attenzione del lettore.

“Summertime”, “Put the blame on mame” e “As time goes by” sono state registrate nella Sala A della sede RAI di Via Asiago in Roma il 14 luglio del 2022. Piero Angela ci avrebbe lasciati meno di un mese dopo, il 13 agosto.

“As time goes by” è l’ultima traccia. Angela la incide da solo. Un saluto con al termine (come indicato dalla stessa didascalia): “in coda al brano i momenti finali di quella speciale, ultima performance”.

Un dono musicale, che dobbiamo alla RAI e alla famiglia, che hanno voluto condividere con il pubblico questo momento di grazia e intimità musicale. Un dono per il quale ringraziamo.


Di seguito l’elenco delle tracce:

Traccia 1: LOVER

Richard Rodgers, Piero “Peter” Angela (pianoforte), (contrabbassista non identificato).

Registrato presso: “Trampolino” di Torino nel 1953

Durata: 2 minuti

 

Traccia 2: LA MARIONETTA

Piero Angela (pianoforte), Carlo Milano (basso), Carlo Sola (batteria).

Registrato presso: “Di jazz in jazz” il 13 novembre 1978

Durata: 4 minuti

 

Traccia 3: CHEEK TO CHEEK

(Irving Berlin), Piero Angela (pianoforte), Franco Cerri (chitarra),Gianni Basso (sassofono tenore), Dario Roschiglione (contrabasso), Pietro Iodice (batteria).

Registrata durante la puntata di “Superquark” del 1 agosto 2000.

Durata: 1 minuto

 

Traccia 4: LOVERMAN

(Jimmy Davis e Ram Ramirez), Piero Angela (pianoforte), Francesco Cafiso (sassofono contralto), Enzo Pietropaoli (contrabbasso).

Registrata durante la puntata di “Superquark” del 29 agosto 2005.

Durata: 3 minuti

 

Traccia 5: SCRAPPLE FROM THE APPLE

(Charlie Parker), Piero Angela (pianoforte), Francesco Cafiso (sassofono contralto), Enzo Pietropaoli (contrabbasso).

Registrata durante la puntata di “Superquark” del 29 agosto 2005.

Durata: 1 minuto

 

Traccia 6: ALL THE THINGS YOU ARE

(Jerome Kern), Piero Angela (pianoforte), Andrea Dulbecco (Vibrafono), Enzo Pietropaoli (contrabbasso).

Registrata durante la puntata di “Superquark” del 14 luglio 2006.

Durata: 1 minuto

 

Traccia 7: I REMEMBER APRIL

(Gene De Paul), Piero Angela (pianoforte), Andrea Dulbecco (Vibrafono), Enzo Pietropaoli (contrabbasso).

Registrata durante la puntata di “Superquark” del 14 luglio 2006.

Durata: 58 secondi

 

Traccia 8: AUTUMN LEAVES

(Joseph Kosma), Piero Angela (pianoforte), Enzo Pietropaoli (contrabbasso), Dino Piana (trombone), Pietro Iodice (batteria).

Registrata durante la puntata di “Superquark” del 20 luglio 2007.

Durata: 1 minuto

 

Traccia 9: TENDERLY

(Walter Gross), Piero Angela (pianoforte), Paolo Fresu (tromba), Enzo Pietropaoli (contrabbasso), Ettore Fioravanti (batteria).

Registrata durante la puntata di “Superquark” del 1 luglio 2010.

Durata: 2 minuti

 

Tracce registrate a pochi giorni dalla scomparsa:

Traccia 10: SUMMERTIME

(George Gershwin / arr. F. Piana): Piero Angela (pianoforte), Giorgio Rosciglione (contrabbasso), Emanuele Zappia (batteria).

Registrata nella Sala A della sede RAI di Via Asiago, Roma, il 14 luglio 2022.

Durata: 3 minuti


Traccia 11: PUT THE BLAME ON MAME

(Doris Fisher – Alla Roberts / arr. F. Piana): Piero Angela (pianoforte), Giorgio Rosciglione (contrabbasso), Emanuele Zappia (batteria).

Registrata nella Sala A della sede RAI di Via Asiago, Roma, il 14 luglio 2022.

Durata: 2 minuti


Traccia 12: AS TIME GOES BY

(Herman Hupfeld): Piero Angela (pianoforte).

Registrata nella Sala A della sede RAI di Via Asiago, Roma, il 14 luglio 2022. (In coda al brano i momenti finali di quella speciale, ultima performance).

Durata: 2 minuti

 

Emmanuele Macaluso

giovedì 2 luglio 2026

CHIUDE IL FOLK CLUB DI TORINO

Torino perde un altro pezzo di cultura. Dopo 38 anni di attività chiude lo storico locale torinese dove la musica live era di casa dal 1988.

(L’immagine del post di chiusura del Folk Club)

È stata annunciata sui canali social del locale, la  chiusura definitiva del Folk Club di Torino. La notizia viene resa pubblica al termine della trentasettesima stagione concertistica.

Il post è stato scritto da Paolo Lucà e viene identificata come un “Fulmine a ciel sereno” dallo stesso autore.

La chiusura del locale viene attribuita a difficoltà legate a ritardi nella gestione dei fondi da parte degli enti pubblici. Fondi dai quali, a quanto pare, il locale era dipendente dal punto di vista finanziario.

Nel post vengono citati i numeri raggiunti dal Folk Club durante la sua lunga vita e le innumerevoli iniziative a cui il locale ha partecipato o ha agito in qualità di promotore.

Il post al centro di questa notizia è disponibile a questo link https://www.facebook.com/FolkClubTorino/posts/pfbid027D6VguFubcQk7sJ2YRFNtkEpesCcRSZhYB6gP1FLEg6yAcBcWY77JoD5C4J72yV6l

Il 30 giugno, lo stesso Lucà ha indetto un incontro nel quale ha spiegato le cause che lo hanno portato alla decisione della chiusura. Nonostante abbia iniziato dicendo che non è solo una questione economica, l’incontro è iniziato parlando degli innumerevoli bandi regionali a cui ha partecipato, nonostante il cambio di colore politico. Il video dell’incontro è disponibile al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=NqprtdP1UF4

Non è questo il momento, tuttavia questo evento dovrebbe far aprire una reale riflessione su come il mondo del music business si sia evoluto negli ultimi 20 anni. Nel frattempo, Torino perde un altro pezzo del suo panorama culturale. Folk Club infatti, si affianca alla chiusura del Museo Ettore Fico lo scorso marzo e alla chiusura di altri festival musicali cittadini.

Il modello di business senza una strategia di marketing professionale, legato in modo poderoso ai finanziamenti pubblici non è più competitivo. Ma ci sarà tempo per ragionare su questo in futuro.

Per ora, riteniamo opportuno esprimere la vicinanza di tutta la redazione di Opificio della Musica a Paolo Lucà e allo staff del Folk Club.

 

Emmanuele Macaluso

 

mercoledì 17 giugno 2026

MITO SETTEMBREMUSICA REGALERA’ HARMONIA

L’Harmonia è il concetto scelto da Speranza Scappucci,  la direttrice artistica di MITO SettembreMusica, il festival musicale,  giunto alla ventesima edizione,  che si terrà a Torino e Milano dal 6 al 20 settembre 2026.

(La locandina della manifestazione – Credit: MITO SettembreMusica)


“La dea Harmonia nasce dall’unione di Ares e Afrodite, 

divinità della guerra e dell’amore.
L’armonia, dunque, non è eliminare il conflitto, 

ma trasformarlo in possibilità di ascolto.”

Speranza Scappucci

 

Si apre con questa frase della direttrice artistica del Festival, Speranza Scappucci, la home page del sito ufficiale di MITO SettembreMusica. Il festival ,che si svolge in contemporanea a Torino e Milano, è giunto alla sua ventesima edizione e si terrà dal 6 al 20 settembre 2026.

Per il suo primo anno alla direzione artistica, Speranza Scappucci ha scelto il tema dell’Harmonia in un momento sociale e economico complesso. Un’armonia che non è accordo assoluto tra le parti, ma che vuole tendere alla ricerca di un equilibrio che faccia risuonare insieme le differenze. Un concetto raffinato che vuole tenere insieme  antico e contemporaneo, nuovi talenti emergenti e grandi nomi della musica internazionale con una tensione temporale tra passato, presente e futuro.

Inaugurazione a Milano il 6 settembre al Teatro alla Scala, con il “War Requiem” di Britten, con l’impegno dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, insieme al Coro e Coro di voci bianche del Teatro Regio di Torino, sotto la direzione di Simone Young, con replica il giorno successivo a Torino all’Auditorium RAI Arturo Toscanini. La scelta di Benjamin Britten vuole celebrare il cinquantesimo anniversario dalla morte del compositore britannico.

(La direttrice artistica del festival Speranza Scappucci – Credit: speranzascappucci.com)


Il programma è particolarmente ricco e collegato molto bene dal punto di vista concettuale.

Sul podio durante la rassegna, avremo la possibilità di ammirare conduttori del calibro di Riccardo Chailly che si cimenterà con Rachmaninov e Cajkovskij, William Christie che dirigerà l’unico appuntamento operistico in cartellone, Giampaolo Pretto, David Fray, Michele Mariotti con la prima esecuzione assoluta di “Kaos” commissionata dal festival a Paola Prestini. Sarà invece la stessa Speranza Scappucci che, con elegante valenza simbolica, dirigerà un’orchestra di studenti dei Conservatori di Torino e Milano nello “Stabat Mater” di Gioachino Rossini con il Coro Maghini.

La chiusura è stata affidata al talento di Jakub Hrusa con i Bamberger Symphoniker. 

Nella ricerca di equilibrio (o Harmonia) tra passato, presente e futuro, troviamo molto delicato il momento dedicato al ricordo di Giorgio Balmas, ideatore del festival predecessore di MITO, ovvero Settembre Musica a vent’anni dalla sua scomparsa.

Invitiamo a visionare il programma completo sul sito  ufficiale della manifestazione all’indirizzo https://www.mitosettembremusica.it/it


Appuntamento a settembre.

 

 

Emmanuele Macaluso