lunedì 1 giugno 2026

OTELLO DI GIUSEPPE VERDI APRIRA’ LA STAGIONE 2026/27 DEL TEATRO ALLA SCALA

Sarà il capolavoro verdiano, con la regia di Damiano Micheletto, ad aprire la prossima stagione scaligera con la “prima” del 7 dicembre. Sul podio il nuovo direttore musicale Myung-Whun Chung.

(Il nuovo direttore musicale Myung-Whun Chung – credit: Teatro alla Scala)

È stata presentata nelle scorse ore la stagione d’opera, balletto e concerti 2026/27 del Teatro alla Scala di Milano. A partire da quest’anno sotto la direzione musicale del maestro coreano Myung-Whun Chung che ha dichiarato di essersi già sentito compreso dalla sua nuova orchestra.

Il sovrintendente e direttore artistico del Teatro alla Scala, Fortunato Ortombina, ha presentato la stagione con una particolare attenzione alla “prima” del prossimo 7 dicembre. Avremo la possibilità di assistere all’Otello di Giuseppe Verdi, su libretto di Arrigo Boito, che vedrà il protagonista senza la tradizionale “colorazione” nera del viso.


Una scelta che il sovrintendente commenta così: “Non si può più pensare di stare per decenni senza rappresentare un titolo perché si ha paura di non trovare l’interprete giusto. Se leggiamo bene Boito e Verdi, la forza di Otello è tale da trascendere il colore della pelle. Sappiamo perfettamente di dover affrontare una sfida con la storia, ma non dobbiamo aver paura di rischiare. Se arriveranno i fischi, li prenderemo”.

 

La regia è affidata a Damiano Micheletto, mentre sul podio debutterà alla prima scaligera il nuovo direttore musicale, che succede a Riccardo Chailly. Myung-Whun Chung ha dichiarato:“il fatto che Verdi abbia scritto l’Otello a 73 anni, esattamente i miei anni oggi, mi rende qualificato almeno umanamente nel tentare ancora una volta quest’opera”. Il maestro si è anche impegnato a imparare la lingua italiana e - su invito di del sindaco Sala - conoscere meglio Milano.


Oltre all’Otello, la Scala ha presentato la stagione con un programma tra i più ricchi di sempre: 13 opere, 7 balletti, altrettanti concerti e numerose attività rivolte ai più giovani. Non solo, Fortunato Ortombina ha messo un forte accento sullo studio di un sistema di redistribuzione dei prezzi dei biglietti per rendere il Teatro alla Scala più “popolare”, dando a tutti i milanesi la possibilità di poter assistere alle attività del teatro.


Emmanuele Macaluso

  

OTELLO

di Giuseppe Verdi

Libretto di Arrigo Boito

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

(Nuova Produzione Teatro alla Scala)

 

Direttore: Myung-Whum Chung

Regia: Damiano Micheletto

Scene: Paolo Fantin

Costumi: Carla Teti

Luci: Alessandro Carletti

Drammaturgia: Mattia Palma

 

CAST

Otello: Brian Jagde (7, 10, 13, 16, 19, 22 dic.)

Otello: Arsen Soghomonyan (29 dic.; 2, 5 gen.)

Iago: Luca Salsi (7, 10, 13, 16, 19, 22 dic.)

Iago: Roberto Frontali (29 dic.; 2, 5 gen.)

Cassio: Juan Francisco Gatell

Roderigo: Cristiano Olivieri

Lodovico: Huanhong Li

Montano: Nicolò Ceriani

Desdemona: Eleonora Buratto (7, 10, 13, 16, 19, 22 dic.)

Desdemona: Roberta Mantegna (29 dic.; 2, 5 gen.)

Emilia: Szilvia Vörös

mercoledì 29 aprile 2026

È ROTTURA DEFINITIVA TRA IL TEATRO LA FENICE E BEATRICE VENEZI

Dopo mesi di dibattito e proteste, il sovrintendente della Fondazione Teatro La Fenice, Nicola Colabianchi, interrompe ogni collaborazione con il direttore d’orchestra lucchese.

(Beatrice Venezi - crediti: Marco-Mazzari)

Dopo mesi di polemiche, che hanno oltrepassato le linee degli spartiti musicali per trovare posto anche nelle riunioni sindacali e nelle aule politiche, nelle scorse ore si è consumata la rottura definitiva tra il maestro d’orchestra Beatrice Venezi  e il Teatro la Fenice di Venezia.

Ad eccendere la miccia, secondo quanto dichiarato dal sovrintendente della Fondazione Teatro La Fenice, Nicola Colabianchi, sarebbero state alcune “reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche” che la Venezi avrebbe rilasciato al giornale La Nación.

Dichiarazioni  considerate dal teatro offensive e lesive del valore artistico e professionale dell'istituzione. Avrebbero fatto particolare scalpore alcune dichiarazioni che avrebbero messo in evidenza il fatto che alcuni posti verrebbero tramandati da padre a figlio. Un sistema di nepotismo all’interno del teatro secondo il maestro toscano.

Queste dichiarazioni - che non hanno portato però a verifiche e approfondimenti nel merito - hanno segnato la rottura immediata tra Beatrice Venezi e il teatro veneziano.

Nelle ore successive, la Venezi, ha dichiarato di essere stata “diffamata, calunniata, offesa e bullizzata proprio dai lavoratori del teatro. Mi sono fatta da sola - ha scritto - e questo non piace alla casta".

In attesa delle prossime mosse da parte del maestro o della fondazione, rimane il rimpianto, da parte del sovrintendente di non essere riuscito neppure - nonostante la scelta della Venezi avvenuta lo scorso ottobre - a organizzare un incontro preliminare con l’orchestra per arrivare alla direzione di un’opera, con le rappresentanze sindacali che richiedevano in modo continuo e preventivo le dimissioni della stessa Venezi.

La sensazione, è che la vicenda sia “scivolata” su un fatto che suona come un pretesto, in una situazione che era sfuggita al controllo dei protagonisti, sotto pressioni che non hanno dimostrato di voler entrare nel merito musicale e nei contenuti, da molto tempo.

Rimaniamo in attesa degli sviluppi, sebbene, in tutto questo, non abbiamo avuto la possibilità di parlare di musica.

 

 

Emmanuele Macaluso

domenica 1 marzo 2026

SANREMO 2026, CHIUDE UN BUSINESS DA UN QUARTO DI MILIARDI DI EURO

Conclusa la kermesse con la vittoria di Sal Da Vinci, rimangono i conti e i numeri di un business che, nonostante le critiche, muove 252 milioni di Euro.

(Carlo Conti durante una conferenza stampa di Sanremo 2026 – Credit ANSA)

 

È stata un’edizione apparentemente controversa quella che ha visto per l’ultima volta (per ora) la conduzione artistica di Carlo Conti a Sanremo.

Ascolti televisivi in calo. Interazioni social e web in rialzo. Lo spostamento dell’evento a fine febbraio nell’intercapedine temporale tra i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. Una controprogrammazione meno blanda degli altri anni. La Champions League con squadre dalla folta tifoseria in contrapposizione.

Sanremo 2026 ha visto una serie di variabili che hanno reso complessa un’analisi globale dell’evento. Un “mescolamento di carte” che rende complessa la visione d’insieme di un rito popolare ed economico che è stato comunicato come un insuccesso dal punto di vista dei volumi televisivi, ma che ha visto un numero maggiore di soggetti coinvolti sul web.

Un cambiamento che ci dice qualcosa della nuova utenza del Festival, che - in modo non troppo casuale - ha visto una maggiore partecipazione di “nuove voci” (o presunte tali), mascherate da “big”. Nuovi cantanti hanno mosso nuovi bacini sui canali non tradizionali.

Ma che Sanremo non sia stato un flop, ce lo dicono gli analisti di EY, che hanno quantificato in 252,1 milioni di euro, l’impatto economico di Sanremo 2026. Un netto rialzo rispetto ai 245 del 2025. Anche in questo caso un dato positivo del quale non si parla. (1)

 

Secondo EY, la 76° edizione del Festival di Sanremo ha generato:

- Un impatto economico-finanziario diretto di 102 milioni di euro sul valore di produzione.

- Un impatto indiretto di 110 milioni.

- Un indotto di ulteriori 40 milioni.

Il totale raggiunge la cifra di circa 252 milioni. Oltre un quarto di miliardo di euro.

 

È chiaro che Sanremo sia giunto ad un bivio nella valorizzazione e nella gestione di raccolta dei dati che dovrà mettere a disposizione degli shareholders e stakeholders. Forse sarà opportuno valutare nuove attività di calcolo, di comunicazione e marketing per fotografare un evento che è “anche” musicale, ma che è in primis economico.

 

Per la cronaca: la vittoria del Festival è andata a Sal Da Vinci, che dovrebbe (salvo scelte personali diverse) rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest. Il prossimo direttore artistico sarà Stefano De Martino, al quale toccherà il compito di porre i correttivi artistici e di gestione che abbiamo provato a sintetizzare in questo breve articolo che, più che un’analisi, vuole essere uno spunto di riflessione per i lettori.

 

 

Emmanuele Macaluso

 

Note:

(1) https://financecommunity.it/festival-di-sanremo-ecco-il-suo-impatto-economico/

 

domenica 1 febbraio 2026

OPIFICIO DELLA MUSICA ANNUNCIA IL SUO BILANCIO DI SOSTENIBILITA’

Continua l’evoluzione da blog musicale a “sistema integrato di divulgazione e comunicazione musicale” di Opificio della Musica. Il fondatore annuncia la stesura del bilancio sociale e di missione del progetto.

Opificio della Musica continua la sua evoluzione. Un altro segno di questo percorso è stato annunciato dal suo fondatore - Emmanuele Macaluso -nelle scorse ore. Opificio della Musica pubblicherà il suo primo bilancio di sostenibilità e diventerà il primo blog musicale al mondo a dimostrare questa attenzione per le attività responsabilità sociale d’impresa (CSR).

La stesura del documento sarà redatta dallo stesso Macaluso, sotto la supervisione del Comitato Etico Scientifico del Manifesto del Marketing Etico.

Il bilancio prenderà in considerazione diversi parametri e sarà anche un indicatore dell’attuale stato di evoluzione di un progetto che, in soli tre anni, è passato dall’essere un blog dedicato alla musica a diventare un vero e proprio “sistema integrato di divulgazione e comunicazione musicale”.

Questa attività, si aggiunge all’annuncio della pubblicazione delle “monografie”, annunciate lo scorso anno, attualmente all’attenzione dello staff di OdM e delle quali arriveranno presto ulteriori notizie.

sabato 10 gennaio 2026

MUTI PROVA IL REQUIEM DI VERDI SU RAI 5

(Riccardo Muti – Copyright Ufficio Stampa RAI) 

A partire da giovedì 8 gennaio – per 4 giovedì – sarà possibile assistere alle prove del “Requiem” di Giuseppe Verdi su Rai 5 ad opera del Maestro Riccardo Muti.

Il pacchetto di prove, composto da 8 episodi, sarà trasmesso a blocchi di due episodi per settimana.

Le prove, rientrano nelle ormai tradizionali attività che Muti mette a disposizione del pubblico, durante le attività dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, dove il Maestro investe il suo tempo nella formazione dei giovani talenti.

Le puntate sono disponibili, a seguito della messa in onda, in streaming su RaiPlay.

Di seguito la descrizione da parte della RAI: Magistrale retroscena del Requiem di Giuseppe Verdi, un percorso formativo che guida il pubblico al cuore di questa composizione sacra. Il programma attraversa in 8 puntate i momenti compositivi ed esecutivi di questo capolavoro, attraverso lo sguardo e l'esperienza di uno dei più grandi direttori d'orchestra del mondo.

Link alla pagina dedicata su RaiPlay https://www.raiplay.it/programmi/mutiprovailrequiemdiverdi 


Emmanuele Macaluso

sabato 3 gennaio 2026

TUGAN SOHIEV DIRIGERA’ IL PROSSIMO CONCERTO DI CAPODANNO DI VIENNA

I Wiener Philharmoniker annunciano il direttore del concerto di capodanno 2027 di Vienna. 


(Copyright - Festival di Salisburgo)

Come da consuetudine, lo svolgimento del tradizionale concerto di capodanno dei Wiener Philharmoniker coincide con l’annuncio del direttore del concerto consecutivo. A dirigere il concerto viennese del 2027 sarà Tugan Sokhiev.

 

Di seguito il comunicato stampa ufficiale tradotto in italiano:

”I Wiener Philharmoniker sono lieti di annunciare che il Concerto di Capodanno 2027 sarà diretto da Tugan Sokhiev. La collaborazione artistica con il maestro è iniziata nel 2009 durante un tour asiatico a Seoul. Questo è stato seguito da apparizioni congiunte ai concerti in abbonamento a Vienna e in molte altre città del mondo. Nel 2025, oltre a concerti in abbonamento e un tour europeo, ha diretto per la prima volta il concerto estivo della Filarmonica di Vienna, oltre al concerto di gala che celebra il 200° anniversario di Johann Strauss Jr.
Il presidente della Filarmonica di Vienna, Daniel Froschauer, commenta questo invito;
"Tugan Sokhiev è un amico personale e musicale della nostra orchestra dal 2009. Le nostre prime esibizioni insieme hanno rapidamente favorito un forte senso di fiducia e comprensione musicale reciproca, che da allora si è costantemente approfondito e sviluppato. Guardiamo avanti con tanta attesa ai nostri progetti futuri e al prossimo Concerto di Capodanno."
 



Emmanuele Macaluso

lunedì 1 dicembre 2025

FESTIVAL DI SANREMO 2026: CARLO CONTI SVELA I NOMI DEI 30 CANTANTI

Svelati, da Carlo Conti, i nomi dei cantanti che si esibiranno sul palco del Teatro Ariston nel 2026.

Durante l’edizione delle 13,30 del TG1, lo scorso 30 novembre, il conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo - Carlo Conti - ha annunciato i nomi dei trenta artisti che parteciperanno alla kermesse. L’edizione 2026 del Festival della canzone italiana di Sanremo si terrà da martedì 24 a sabato 28 febbraio presso il Teatro Ariston della città ligure.

Di seguito la lista dei trenta (cosiddetti) “big” che si esibiranno nella settantaseiesima edizione del festival:


- Tommaso Paradiso

- Chiello

- Serena Brancale

- Fulminacci

- Ditonellapiaga

- Fedez e Marco Masini

- Leo Gassmann

- Sayf

- Arisa

- Tredici Pietro

- Sal Da Vinci

- Samurai Jay

- Malika Ayane

- Luchè

- Raf

- Bambole di Pezza

- Ermal Meta

- Nayt

- Elettra Lamborghini

- Michele Bravi

- J-Ax

- Enrico Nigiotti

- Maria Antonietta e Colombre

- Francesco Renga

- Mara Sattei

- LDA & Aka7even

- Dargen D'Amico

- Levante

- Eddie Brock

- Patty Pravo

 

Emmanuele Macaluso