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sabato 3 gennaio 2026

TUGAN SOHIEV DIRIGERA’ IL PROSSIMO CONCERTO DI CAPODANNO DI VIENNA

I Wiener Philharmoniker annunciano il direttore del concerto di capodanno 2027 di Vienna. 


(Copyright - Festival di Salisburgo)

Come da consuetudine, lo svolgimento del tradizionale concerto di capodanno dei Wiener Philharmoniker coincide con l’annuncio del direttore del concerto consecutivo. A dirigere il concerto viennese del 2027 sarà Tugan Sokhiev.

 

Di seguito il comunicato stampa ufficiale tradotto in italiano:

”I Wiener Philharmoniker sono lieti di annunciare che il Concerto di Capodanno 2027 sarà diretto da Tugan Sokhiev. La collaborazione artistica con il maestro è iniziata nel 2009 durante un tour asiatico a Seoul. Questo è stato seguito da apparizioni congiunte ai concerti in abbonamento a Vienna e in molte altre città del mondo. Nel 2025, oltre a concerti in abbonamento e un tour europeo, ha diretto per la prima volta il concerto estivo della Filarmonica di Vienna, oltre al concerto di gala che celebra il 200° anniversario di Johann Strauss Jr.
Il presidente della Filarmonica di Vienna, Daniel Froschauer, commenta questo invito;
"Tugan Sokhiev è un amico personale e musicale della nostra orchestra dal 2009. Le nostre prime esibizioni insieme hanno rapidamente favorito un forte senso di fiducia e comprensione musicale reciproca, che da allora si è costantemente approfondito e sviluppato. Guardiamo avanti con tanta attesa ai nostri progetti futuri e al prossimo Concerto di Capodanno."
 



Emmanuele Macaluso

giovedì 23 ottobre 2025

REPORTAGE: MOSTRA “IL CONTE COZIO E IL MITO DI STRADIVARI”

REPORTAGE: Abbiamo visitato la mostra attualmente allestita in una delle sale di Palazzo Madama a Torino, tra tesori di Stradivari, Guarneri del Gesù e altri mostri sacri della liuteria italiana del ‘700 e ‘800.

(Una visione d’insieme della sala con gli strumenti in esposizione - Photo: Emmanuele Macaluso - Copyright Opificio della Musica)

Dal 19 settembre al 23 novembre 2025, è allestita a Torino, presso la sala espositiva del piano terra di Palazzo Madama, la mostra “Il Conte Cozio e il mito di Stradivari – Capolavori in Piemonte del ‘700 e ‘800”.

La mostra mette insieme alcuni pezzi pregiati di Ignazio Alessandro Cozio, conte di Salabue (Casale Monferrato 1755 - Salabue 1840), nobile piemontese appassionato di musica, che ha raccolto strumenti ad arco, sparititi e cimeli del 1700/1800 di assoluto valore, diventandone uno dei massimi collezionisti dei quali abbiamo notizia. 

L’allestimento è ben curato, con un’ottima gestione dell’illuminazione e degli spazi. Gli strumenti (violini, viole, mandolini e chitarre) sono stati appesi all’interno di teche che permettono di poter indagare i pezzi anche nel retro, mettendo a disposizione del visitatore i segni di usura degli strumenti che, a contatto con i musicisti, hanno impresso nell’aria il loro splendido suono.

I pezzi in visione sono capolavori assoluti costruiti da liutai del calibro di Antonio Stradivari, Nicola Amati, Giuseppe Guarneri del Gesù e Giovanni Battista Guadagnini.

A completare l’esposizione alcuni documenti, testi e spartiti che hanno accompagnato il conte nella sua lunga vita punteggiata dalla passione per la musica.

(Un’altra visione d’insieme della sala con gli strumenti in esposizione - Photo: Emmanuele Macaluso - Copyright Opificio della Musica)

Consigliamo di visitare la mostra, sottolineando che avrebbe meritato una maggiore esposizione mediatica e che (purtroppo), arrivata ben oltre la metà del suo periodo di esposizione, non vede ancora un catalogo a disposizione dei visitatori. Catalogo che può essere prenotato, ma che avrebbe dovuto riempire gli scaffali del bookshop fin dall’inizio.


Un’ultima considerazione:

Non possiamo non chiederci quanto (e come) questo evento culturale sarebbe stato pubblicizzato - e reso maggiormente fruibile dai tanti appassionati di musica - al di fuori delle mura cittadine. La sensazione è che rimanga sempre quell’antico pensiero tipicamente sabaudo, secondo cui – se un evento viene “comunicato” bene – rischia di diventare troppo “commerciale”. Orrore! 



Emmanuele Macaluso

venerdì 28 marzo 2025

MARTA ZANETTA: L’IMPORTANZA DEI SOCIAL E DELLA CONDIVISIONE DEL “DIETRO LE QUINTE” NELLA CULTURA

L’esperta di comunicazione racconta la sua esperienza come social media manager all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, in uno dei momenti più difficili della storia.

(Nella foto: Marta Zanetta - Credits: M. Zanetta)

 

Chi è Marta Zanetta: torinese, una laurea in architettura al Politecnico di Torino, inizia la sua carriera come social media manager gestendo una pagina Facebook dedicata ad un progetto di arte contemporanea della sua città. Si forma ulteriormente allo IED con un master in  organizzazione e comunicazione degli eventi, mentre continua a lavorare nell’ambito culturale e artistico. Non paga, si iscrive e conclude un secondo master al Sole 24Ore Business School in marketing e comunicazione nel 2019, anno in cui risponde alla job application per entrare a far parte dello staff dell’Accademia del Teatro alla Scala.

La sua esperienza nella prestigiosa fondazione scaligera inizia nel 2020, in piena pandemia COVID-19, dove ha trasformato il problema della chiusura delle attività offline in opportunità fino alla fine del suo incarico nel 2022.

 

Il Teatro alla Scala di Milano fu uno dei primi teatri a chiudere. Le restrizioni per il Covid furono applicate in Italia prima che negli altri Stati europei. Il Paese si ritrovò con le strade vuote e le persone sempre più isolate fisicamente, ma interconnesse attraverso il web. Marta Zanetta entrò a dare il suo contributo professionale in “Accademia” in questo scenario. Un contesto che ha portato molti aspetti della vita “reale” a doversi “digitalizzare”. Nacque quindi la necessità di rilanciare e plasmare la strategia di comunicazione (soprattutto sui canali social e web), con nuove iniziative e a caccia di un nuovo pubblico. Proprio in quel periodo videro la luce due  progetti che sono ancora oggi attivi:

 

- “Hall of Fame”: una rubrica pubblicata sul sito della fondazione, che ha il compito di far conoscere gli ex allievi dell’accademia a distanza di qualche tempo dal termine del percorso formativo a Milano. Uno sguardo inedito, che permette al lettore di conoscere le nuove stelle del panorama mondiale.

Questo prodotto editoriale ha avuto - e sta avendo - notevole successo. Ha altresì portato a dei vantaggi dal punto di vista strategico:

1) Ha aumentato gli indici SEO e di posizionamento del sito web sui motori di ricerca.

2) Ha dato la possibilità di creare nuovi contenuti durante un periodo complesso.

3) Ha fatto incrementare la brand reputation della fondazione.

4) Ha dato visibilità anche all’intervistato, riversando anche su di lui gli effetti dei 3 punti precedenti.

 

- “Una giornata con…”: è stata la seconda rubrica attivata durante il lavoro di Marta nella realtà scaligera. Il format prevede la presenza di un videomaker e un fotografo nella giornata di un allievo dell’accademia. Da quando esce di casa al mattino, durante le ore di studio e prove fino alla sera. Un interessante sguardo nella vita dell’artista e nel “dietro le quinte” del contesto nel quale questo si forma e opera.

 

All’interno dello scenario globale che abbiamo descritto, e in supporto alle 2 rubriche, l’importanza dei social si è palesata - ed è diventata ancora più strategica - a causa del naturale depotenziamento degli altri canali di comunicazione offline.

I canali social, oltre ad un compito meramente comunicativo, sono stati utilizzati anche per ragioni strategiche. Tra queste, quella di ampliare e diversificare i bacini di utenza delle due realtà scaligere, che hanno target decisamente differenti.

L’età media del Teatro alla Scala infatti è alta, mentre quella dell’Accademia del Teatro alla Scala rientra nella fascia di età 18/35 anni. Il biennio 2020-22 ha portato ad un ampliamento e consolidamento della platea.

Durante l’intervista, Marta Zanetta ha messo un accento molto forte su un’altra possibilità offerta dai social media: quella di poter condividere con il pubblico il vero “dietro le quinte” durante la preparazione degli spettacoli teatrali e le prove. Uno spettacolo nello spettacolo, che vede il lavoro coordinato di figure professionali che meritano di essere raccontate e condivise. Una realtà troppo spesso surclassata dalla maestosità delle messe in scena offerte dalla lirica e dal balletto e che è stata finalmente messa a disposizione del pubblico, con l’intento di affascinare anche le nuove generazioni.



(Logo dell’Accademia Teatro alla Scala – Copyright dell’omonima Fondazione)

 

Al di là dell’intervista, crediamo comunque sia giusto invitare i nostri lettori ad una riflessione sull’importanza che l’Accademia Teatro alla Scala - una fondazione con un modello di business pubblico-privato - ha dedicato alle strategie di marketing e promozione anche sui media digitali. Una scelta che ha permesso una diversificazione comunicativa, che ha mantenuto viva la comunicazione dell’accademia, mentre tutte le attività “live” erano ferme. Un impegno che ha altresì permesso a questa realtà di creare una visibilità che ha incentivato gli sponsor privati a mantenere attiva la partnership in un momento delicato.

 

Un ringraziamento a Marta Zanetta per aver condiviso con noi molti aspetti interessanti della sua esperienza professionale e personale. Una voce autorevole, che ci ha donato uno sguardo inedito sulle strategie e le attività che una realtà di livello internazionale ha messo in campo durante un periodo di crisi.

 

 

Emmanuele Macaluso

martedì 25 febbraio 2025

OPIFICIO DELLA MUSICA SBARCA SU LINKEDIN

COMUNICAZIONE UFFICIALE: Opificio della Musica apre la sua pagina ufficiale su LinkedIn, il social media per il business più importante al mondo.

Opificio della Musica (OdM), si sta evolvendo da blog di divulgazione musicale a vero e proprio sistema integrato di comunicazione e marketing.

Oltre alla pagina Facebook, da oggi è possibile seguire Opificio della Musica anche sul Linkedin, la piattaforma social media più influente e credibile al mondo legato al business.

 

La pagina Linkedin di Opificio della Musica è disponibile al link: https://www.linkedin.com/company/opificio-della-musica



La Redazione di OdM

mercoledì 5 febbraio 2025

OPIFICIO DELLA MUSICA PRESENTA LE SUE “MONOGRAFIE”

COMUNICAZIONE UFFICIALE: Opificio della Musica si evolve e presenta un nuovo prodotto editoriale di approfondimento nell’ambito della divulgazione musicale di qualità, diventando un progetto di comunicazione integrata.

(Il logo che identificherà le “Monografie” - Copyright Opificio della Musica e Emmanuele Macaluso)


Nascono le “Monografie” di Opificio della Musica. Le monografie sono un’evoluzione del lavoro editoriale che ormai da 3 anni viene svolto attraverso il blog Opificio della Musica. Fino ad oggi la divulgazione musicale è stata presentata attraverso il linguaggio e gli spazi di lettura consoni al web, con un approfondimento relativo.

Nel corso del nostro lavoro ci siamo tuttavia imbattuti in storie e personaggi che meritano di essere raccontati in modo più approfondito.

Per questa ragione abbiamo deciso di proporre ai nostri lettori dei prodotti editoriali più completi, che possono essere ritenuti veri e propri saggi, dedicati a coloro che vogliono investire maggior tempo e attenzione rispetto a quello strutturato per lo storytelling online. Questi prodotti divulgativi saranno identificati con il nome di “Monografie” e avranno un logo specifico che li renderà facilmente riconoscibili. 

Le monografie saranno pubblicate in versione digitale su apposite piattaforme e - in alcuni casi - anche in formato cartaceo e messi a disposizione del pubblico.

Il logo, nella sua versione principale, si presenta su un elegante sfondo color rosso, riporta la dicitura “MONOGRAFIA” in maiuscolo e in bianco, in aggiunta al logo “Opificio della Musica” in nero.

Prossimamente sarà annunciato il tema della prima monografia, alla quale lo staff di ricerca di Opificio della Musica sta già lavorando, e che potrebbe portare anche ad una successiva evoluzione del progetto.

 

Emmanuele Macaluso

domenica 8 dicembre 2024

RECENSIONE: “NOTE DI NATALE” DI DAVIDE PEZZI

Un libro racconta la vera storia delle più popolari canzoni di natale.

(Foto e copyright: Emmanuele Macaluso e Opificio della Musica)

È nelle librerie - reali e virtuali - l’ultima fatica letteraria del giornalista Davide Pezzi, edito da Vololibero e intitolato “Note di Natale -Storie, segreti, autori e interpreti delle più famose melodie natalizie”.

Il volume, impreziosito dalla prefazione del musicista Arturo Stàlteri, racconta la storia che ha portato alla creazione di 95 popolari canzoni natalizie. Tra musica sacra, colta e pop, il percorso si articola in modo piacevole e efficace dal punto di vista divulgativo, tra curiosità sulla genesi dei brani, riferimenti storici e aneddoti su autori e interpreti.

Regala una certa curiosità il fatto che alcune canzoni non siano nate per il periodo natalizio, ma che siano state adattate al contesto in un momento successivo. Non mancano anche tra queste casi di plagio da parte di personaggi insospettabili.

L’autore ha scelto di strutturare il suo lavoro seguendo un ordine alfabetico, che rende pratica la ricerca del singolo brano. Al termine di ogni scheda, un QR code permette di essere trasportati nell’ascolto di versioni del brano selezionati da Pezzi su Youtube.

Nelle ultime pagine, sempre tramite QR code, 3 playlist natalizie: la prima più “classica”, la seconda più “moderna e lenta” e l’ultima più ritmata.

Scriviamo questa recensione perché siamo rimasti molto colpiti dalla qualità e profondità  della ricerca e dalla capacità divulgativa di Pezzi (con il quale ci complimentiamo) oltre che dall’interessante (e non scontata) prospettiva che l’opera regala di un genere musicale che meriterebbe una maggiore attenzione, anche al di fuori dei 20 giorni di dicembre. Consigliatissimo.


Titolo: “Note di Natale”  

Sottotitolo: Storie, segreti, autori e interpreti delle più famose melodie natalizie

Autore: Davide Pezzi

Casa editrice: Vololibero

Prefazione: Arturo Stàlteri

 

Emmanuele Macaluso