sabato 10 gennaio 2026

MUTI PROVA IL REQUIEM DI VERDI SU RAI 5

(Riccardo Muti – Copyright Ufficio Stampa RAI) 

A partire da giovedì 8 gennaio – per 4 giovedì – sarà possibile assistere alle prove del “Requiem” di Giuseppe Verdi su Rai 5 ad opera del Maestro Riccardo Muti.

Il pacchetto di prove, composto da 8 episodi, sarà trasmesso a blocchi di due episodi per settimana.

Le prove, rientrano nelle ormai tradizionali attività che Muti mette a disposizione del pubblico, durante le attività dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, dove il Maestro investe il suo tempo nella formazione dei giovani talenti.

Le puntate sono disponibili, a seguito della messa in onda, in streaming su RaiPlay.

Di seguito la descrizione da parte della RAI: Magistrale retroscena del Requiem di Giuseppe Verdi, un percorso formativo che guida il pubblico al cuore di questa composizione sacra. Il programma attraversa in 8 puntate i momenti compositivi ed esecutivi di questo capolavoro, attraverso lo sguardo e l'esperienza di uno dei più grandi direttori d'orchestra del mondo.

Link alla pagina dedicata su RaiPlay https://www.raiplay.it/programmi/mutiprovailrequiemdiverdi 


Emmanuele Macaluso

sabato 3 gennaio 2026

TUGAN SOHIEV DIRIGERA’ IL PROSSIMO CONCERTO DI CAPODANNO DI VIENNA

I Wiener Philharmoniker annunciano il direttore del concerto di capodanno 2027 di Vienna. 


(Copyright - Festival di Salisburgo)

Come da consuetudine, lo svolgimento del tradizionale concerto di capodanno dei Wiener Philharmoniker coincide con l’annuncio del direttore del concerto consecutivo. A dirigere il concerto viennese del 2027 sarà Tugan Sokhiev.

 

Di seguito il comunicato stampa ufficiale tradotto in italiano:

”I Wiener Philharmoniker sono lieti di annunciare che il Concerto di Capodanno 2027 sarà diretto da Tugan Sokhiev. La collaborazione artistica con il maestro è iniziata nel 2009 durante un tour asiatico a Seoul. Questo è stato seguito da apparizioni congiunte ai concerti in abbonamento a Vienna e in molte altre città del mondo. Nel 2025, oltre a concerti in abbonamento e un tour europeo, ha diretto per la prima volta il concerto estivo della Filarmonica di Vienna, oltre al concerto di gala che celebra il 200° anniversario di Johann Strauss Jr.
Il presidente della Filarmonica di Vienna, Daniel Froschauer, commenta questo invito;
"Tugan Sokhiev è un amico personale e musicale della nostra orchestra dal 2009. Le nostre prime esibizioni insieme hanno rapidamente favorito un forte senso di fiducia e comprensione musicale reciproca, che da allora si è costantemente approfondito e sviluppato. Guardiamo avanti con tanta attesa ai nostri progetti futuri e al prossimo Concerto di Capodanno."
 



Emmanuele Macaluso

lunedì 1 dicembre 2025

FESTIVAL DI SANREMO 2026: CARLO CONTI SVELA I NOMI DEI 30 CANTANTI

Svelati, da Carlo Conti, i nomi dei cantanti che si esibiranno sul palco del Teatro Ariston nel 2026.

Durante l’edizione delle 13,30 del TG1, lo scorso 30 novembre, il conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo - Carlo Conti - ha annunciato i nomi dei trenta artisti che parteciperanno alla kermesse. L’edizione 2026 del Festival della canzone italiana di Sanremo si terrà da martedì 24 a sabato 28 febbraio presso il Teatro Ariston della città ligure.

Di seguito la lista dei trenta (cosiddetti) “big” che si esibiranno nella settantaseiesima edizione del festival:


- Tommaso Paradiso

- Chiello

- Serena Brancale

- Fulminacci

- Ditonellapiaga

- Fedez e Marco Masini

- Leo Gassmann

- Sayf

- Arisa

- Tredici Pietro

- Sal Da Vinci

- Samurai Jay

- Malika Ayane

- Luchè

- Raf

- Bambole di Pezza

- Ermal Meta

- Nayt

- Elettra Lamborghini

- Michele Bravi

- J-Ax

- Enrico Nigiotti

- Maria Antonietta e Colombre

- Francesco Renga

- Mara Sattei

- LDA & Aka7even

- Dargen D'Amico

- Levante

- Eddie Brock

- Patty Pravo

 

Emmanuele Macaluso

martedì 11 novembre 2025

L’ENSEMBLE VOCALE CLARICANTUS FESTEGGIA 20 ANNI

Abbiamo incontrato Roberto Bosticco, presidente dell’Ensemble Vocale Claricantus per parlare dei primi vent’anni di uno dei cori più rappresentativi del panorama italiano.


(Nella foto l’Ensemble Vocale Claricantus – Foto di Marco Manfron – Copyright Claricantus APS)

 

In un mondo musicale in cui la longevità è merce sempre più rara, l’Ensemble Vocale Claricantus, rappresenta una realtà che ha superato quest’anno i vent’anni. Una tappa importante, festeggiata con una serie di concerti (anche all’estero) che hanno arricchito un curriculum artistico già solido e corposo.

La storia del coro inizia nell’ormai lontano 2005 e si sviluppa in modo complesso. Per questa ragione, prima di entrare nel “vivo” dell’intervista con Roberto Bosticco, mettiamo a disposizione del lettore una breve scheda biografica:

 

- Il 2005 rappresenta l’anno di fondazione. Il repertorio, fin da subito, risulta indirizzato allo studio della musica polifonica, sacra e profana, antica e contemporanea. Fin dall’inizio della sua attività, l’ensemble ha preso parte a numerose manifestazioni e rassegne corali. Tra queste: Piemonte in Musica, Stagione ASPOR, Incontri Corali 2010, Iter Vocis, Le Nvove mvsiche e Torino Chamber Music Festival.

Molte le collaborazioni con le realtà associative artistiche e sociali, tra le quali segnaliamo: Missione estera dei Cappuccini e la Comunità valdese di Torino.

Con il Patrocinio del Comune di Torino ha organizzato per diversi anni la Rassegna Corale "Voces Animae", la cui edizione del 2010 è stata dedicata all'Ostensione della Sindone e patrocinata, per l'occasione, dal Comitato per L'Ostensione.

- Dal 2005 al 2013, l’ensemble è stato diretto da Teresa Sappa.

- Nel 2014 la direzione è stata curata da Dario Ribecchi.

- Dal 2015, la direzione passa a Simone Bertolazzi, in occasione della fusione dell’ensemble con il coro StraniVari, fondato dallo stesso Bertolazzi nel 2009.

- Dal 2019 la direzione passa a Matteo Gentile che propone un reterporio variegato e particolarmente attento alle principali innovazioni tardo-rinascimentali e contemporanee.

 

Il coro nel frattempo continua la sua attività dal vivo e le collaborazioni anche all’estero(1).

 

D. Presidente Bosticco, cosa vuol dire gestire un coro in Italia oggi?

R. È un’esperienza che dà soddisfazioni, ma che propone anche alcune complessità. Tutti noi svolgiamo questa attività a titolo volontaristico e lo facciamo al di fuori delle nostre rispettive professioni. Siamo impegnati regolarmente nelle prove e ci esibiamo in una decina di concerti ogni anno, partecipando a rassegne e progetti in cui crediamo.

Il gruppo è estremamente compatto e la qualità delle relazioni all’interno dell’ensemble è buona. Questo fa percepire meno le difficoltà che possono esserci a livello organizzativo e logistico.

 

D. Quest’anno l’ensemble compie 20 anni, quali sono le attività ancora attive prima della fine del 2025 e quali le iniziative specifiche per questo anniversario.

R. Abbiamo avuto il piacere di poter condividere la nostra passione con alcuni coristi che, in questi 20 anni, hanno cantato nel coro e che hanno deciso di rientrare proprio in occasione di questa importante ricorrenza.

Ci siamo esibiti in Italia e all’estero e abbiamo continuato - tra le altre - anche alcune attività di gemellaggio. Sono state grandi opportunità artistiche, culturali e umane, che ci hanno permesso di incontrare molte persone.

 

Entro la fine del 2025 saremo impegnati in tre concerti pre-natalizi(2):

- 12/12 a Montanaro (To).

- 13/12 al Villaggio Leumann di Collegno (To).

- 17/12 a Torino, in corso Trapani per il Gruppo Abele.

 

(Il logo modificato per il 20° anniversario – Credit: Silvia Cortese per Claricantus APS)

 

D. Quello del ventesimo anniversario può essere un buon momento per fare qualche riflessione.

R. Quella del coro è un’esperienza molto forte. Basti pensare che, nonostante le diverse personalità all’interno dell’ensemble, si riesce a costruire qualcosa di “unico”. Si diventa “una sola voce”.

La musica unisce e crea armonia tra le persone”. Un’armonia che va oltre la musica stessa, ma che si evolve nello stare bene insieme. Siamo fortunati per questo, perché siamo riusciti a portare avanti una realtà per vent’anni, mentre (purtroppo) altri cori si sono disgregati.

 

Nella speranza di poter documentare altri anniversari dell’Ensemble Vocale Claricantus, che ben rappresenta il valore della passione al servizio della musica, e nell’augurare buon lavoro a tutti i componenti, invitiamo a seguire i canali ufficiali e a “incontrare” questi splendidi artisti dal vivo.

 

- Pagina su Italcori: https://www.italiacori.it/ensemble-vocale-claricantus-torino

- Pagina Facebook: https://www.facebook.com/ensembleclaricantus/

- Profilo Instagram: https://www.instagram.com/claricantus

 

 

(Il logo ufficiale dell’Ensemble Vocale Claricantus – Credit: Silvia Cortese per Claricantus APS)

 

Ensemble Vocale Claricantus (scheda tecnica):

- Tipo di coro: misto.

- Repertorio prevalente: polifonico.

- Direttore: Matteo Gentile.

- Componenti: 32 (10 soprani, 4 tenori, 12 contralti, 6 bassi)

- Sede: Torino

- E-mail: info@claricantus.it

- Affiliazioni: Associato a ACP Associazione Cori Piemontesi

  

Note:

1)  Biografia ufficiale nella pagina ufficiale su Italcori, https://www.italiacori.it/ensemble-vocale-claricantus-torino [02.11.2025]

2) Per maggiori informazioni sui concerti è possibile seguire le pagine social.



Emmanuele Macaluso

sabato 25 ottobre 2025

CHIUDE MTV, IL CANALE CHE CREO’ UN NUOVO LINGUAGGIO MUSICALE

MTV chiude i battenti, schiacciato dalla concorrenza dei social e dei nuovi media.

(Una delle versioni dell’iconico logo di MTV – Copyright MTV)

I media parlano della chiusura delle trasmissioni di MTV come la fine di un’era. Potrà apparire esagerato, ma quello che è certo è che MTV, tra gli anni ’80 e ’90 ha costruito un nuovo modo di comunicare il prodotto musicale.

Un modo dinamico, con un nuovo linguaggio che ha fatto dei videoclip dei veri e propri oggetti di culto, che a loro volta hanno trasformato una generazione di musicisti in icone ricchissime.

I video di Michael Jackson erano eventi per cui si aspettava (anche su altri canali televisivi) la prima visione. Madonna, i Queen, Prince, Bon Jovi, gli Aerosmith, i RUN DMC e decine di altri artisti hanno costruito la loro carriera (e ricchezza) sulle frequenze di MTV.

E cosa dire dei volti che, iniziando proprio su MTV, hanno poi continuato la propria avventura artistica altrove? I famosi veejay.

Music TeleVision è stato più di un canale televisivo. È stata il manifesto di un’epoca POP che tra colori fluo e nuovi modi di proporre la musica, ha trasformato le note musicali in volti sempre più noti. Ha mosso denaro e valori.

Sarebbe sufficiente ricordare i grandi concerti di beneficenza a favore dell’Africa, della sensibilizzazione sull’AIDS e molti altri.

MTV ha attraversato il tempo innovando, finendo poi per essere circondata, avvolta e infine stritolata dai nuovi media che - a loro volta - proponevano nuovi linguaggi ma lontano dal televisore. Il media che ha influenzato quasi quarant’anni di musica ha dovuto cedere il passo non solo ad altri media, ma soprattutto ad altri dispositivi.

La musica ora si “consuma” a colpi di visualizzazioni sul telefonino. Volumi digitali. Il mercato musicale è cambiato e ora il business lo si fa soprattutto negli eventi live, dove si vendono i biglietti.

Il televisore è un oggetto troppo ingombrante per le tasche dei giovani che, isolandosi con le cuffiette, non passano più i pomeriggi (e le notti) a vedere videoclip in camera.

Videoclip (gli attuali) che - è giusto ricordarlo - non sono lontanamente confrontabili con i capolavori trasmessi negli anni ottanta e novanta dello scorso secolo. Un secolo fa. Un’altra musica.

Rimangono i ricordi. Rimane un logo che è icona. Rimangono i nomi di chi non c’è più e di chi c’è e va avanti in un mercato  discografico diverso. Rimane una nostalgia ferma lì, che ti fa rimpiangere il fatto che il tempo sia andato avanti dimenticando da qualche parte la qualità musicale e artistica. Rimane la gratitudine di chi ha visto. Di chi c’era. Grazie MTV.

 

Emmanuele Macaluso

giovedì 23 ottobre 2025

REPORTAGE: MOSTRA “IL CONTE COZIO E IL MITO DI STRADIVARI”

REPORTAGE: Abbiamo visitato la mostra attualmente allestita in una delle sale di Palazzo Madama a Torino, tra tesori di Stradivari, Guarneri del Gesù e altri mostri sacri della liuteria italiana del ‘700 e ‘800.

(Una visione d’insieme della sala con gli strumenti in esposizione - Photo: Emmanuele Macaluso - Copyright Opificio della Musica)

Dal 19 settembre al 23 novembre 2025, è allestita a Torino, presso la sala espositiva del piano terra di Palazzo Madama, la mostra “Il Conte Cozio e il mito di Stradivari – Capolavori in Piemonte del ‘700 e ‘800”.

La mostra mette insieme alcuni pezzi pregiati di Ignazio Alessandro Cozio, conte di Salabue (Casale Monferrato 1755 - Salabue 1840), nobile piemontese appassionato di musica, che ha raccolto strumenti ad arco, sparititi e cimeli del 1700/1800 di assoluto valore, diventandone uno dei massimi collezionisti dei quali abbiamo notizia. 

L’allestimento è ben curato, con un’ottima gestione dell’illuminazione e degli spazi. Gli strumenti (violini, viole, mandolini e chitarre) sono stati appesi all’interno di teche che permettono di poter indagare i pezzi anche nel retro, mettendo a disposizione del visitatore i segni di usura degli strumenti che, a contatto con i musicisti, hanno impresso nell’aria il loro splendido suono.

I pezzi in visione sono capolavori assoluti costruiti da liutai del calibro di Antonio Stradivari, Nicola Amati, Giuseppe Guarneri del Gesù e Giovanni Battista Guadagnini.

A completare l’esposizione alcuni documenti, testi e spartiti che hanno accompagnato il conte nella sua lunga vita punteggiata dalla passione per la musica.

(Un’altra visione d’insieme della sala con gli strumenti in esposizione - Photo: Emmanuele Macaluso - Copyright Opificio della Musica)

Consigliamo di visitare la mostra, sottolineando che avrebbe meritato una maggiore esposizione mediatica e che (purtroppo), arrivata ben oltre la metà del suo periodo di esposizione, non vede ancora un catalogo a disposizione dei visitatori. Catalogo che può essere prenotato, ma che avrebbe dovuto riempire gli scaffali del bookshop fin dall’inizio.


Un’ultima considerazione:

Non possiamo non chiederci quanto (e come) questo evento culturale sarebbe stato pubblicizzato - e reso maggiormente fruibile dai tanti appassionati di musica - al di fuori delle mura cittadine. La sensazione è che rimanga sempre quell’antico pensiero tipicamente sabaudo, secondo cui – se un evento viene “comunicato” bene – rischia di diventare troppo “commerciale”. Orrore! 



Emmanuele Macaluso

venerdì 4 luglio 2025

“UNA LADY MACBETH DEL DISTRETTO DI MCENSK” APRIRA’ LA STAGIONE LIRICA 2025/26 AL TEATRO ALLA SCALA

La prima scaligera  del 7 dicembre è affidata all’opera di Dmitrij Dmitrievič Šostakovič

(Nella foto il M° Riccardo Chailly - Credit: Teatro alla Scala)

Dopo la consueta “prima under 30” del 4 dicembre, sarà “Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk” ad allietare il pubblico per la prima al Teatro alla Scala di Milano.

L’evento darà il via alla stagione operistica del teatro meneghino e riempirà il cartellone dal 7 al 30 dicembre 2025.

I biglietti saranno disponibili dalle 12 del prossimo 15 ottobre.

Come ormai da tradizione, la prima sarà trasmessa su Rai1 e sulle relative piattaforme Rai il 7 dicembre. La collaborazione tra la Radio Televisione Italiana e il Teatro alla Scala, prevede anche la trasmissione della “Carmen”, della “Traviata” e un balletto su Rai5, oltre al “Concerto di Natale” su Rai1.

 

Di seguito le informazioni relative a “Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk”:

 

UNA LADY MACBETH DEL DISTRETTO DI MCENSK

Dmitrij Dmitrievič Šostakovič

Opera in quattro atti

Libretto di Aleksandr Prejs e Dmitrij Šostakovic

Dall’omonima novella di Nikolaj Leskov

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

Nuova produzione Teatro alla Scala

 

Direttore: Riccardo Chailly

Regia: Vasily Barkhatov

Scene: Zinovy Margolin

Costumi: Olga Shaishmelashvili

Luci: Alexander Sivaev

 

Cast

Boris Timofeyevich Izmailov: Alexander Roslavets

Ekaterina Lvovna Izmailova: Sara Jakubiak

Sergej: Najmiddin Mavlyanov

Zadripanniy Mujichonka Un contadino cencioso: Alexander Kravets

Svyashchennik Un prete: Valery Gilmanov

Zinoviy Borisovich Izmailov: Yevgeny Akimov

Chasovoy Un guardiano/domestico: Jirí Rajniš

Pristav Capo della Polizia: Oleg Budaratskiy

Aksinya: Ekaterina Sannikova

Stariy Katorjnik Vecchio forzato: Goderedzi Janelidze

Sonyetka: Elena Maximova

Katorjnitsa Una forzata: Natalya Romaniw

Gorodovoy Una guardia: Li Huanhong

Uchitel, Un insegnante: Vasyl Solodkyy


(Credit: Teatro alla Scala)


In breve
(dal sito del Teatro alla Scala)

Nel cinquantenario della morte di Šostakovič il Teatro alla Scala inaugura la Stagione con il suo capolavoro Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, tratto dal racconto di Nikolaj Leskov in cui una giovane sposa con la complicità dell’amante uccide il marito e il tirannico suocero, ma viene scoperta e finisce per suicidarsi in Siberia, tradita da tutti. 

Dopo il debutto a San Pietroburgo, l’opera, che avrebbe dovuto essere il primo capitolo di una trilogia sulla condizione della donna in Russia, ebbe enorme successo in patria e all’estero. Stalin assistette a una rappresentazione a Mosca nel 1936; due giorni dopo apparve sulla Pravda la celebre stroncatura dal titolo “Caos invece di musica” con cui il regime metteva all’indice l’opera e il compositore. Anni dopo Šostakovič preparò una nuova versione che andò in scena a Mosca nel 1963 con il titolo Katarina Izmajlova, dopo che il sovrintendente Ghiringhelli aveva invano cercato di ottenerne la prima per la Scala. Oggi il Teatro presenta la versione del 1934 con la direzione del M° Chailly e il debutto del regista Vasily Barkhatov.

 

 

Emmanuele Macaluso