martedì 11 novembre 2025

L’ENSEMBLE VOCALE CLARICANTUS FESTEGGIA 20 ANNI

Abbiamo incontrato Roberto Bosticco, presidente dell’Ensemble Vocale Claricantus per parlare dei primi vent’anni di uno dei cori più rappresentativi del panorama italiano.

(Nella foto l’Ensemble Vocale Claricantus – Foto di Marco Manfron – Copyright Claricantus APS)

 

In un mondo musicale in cui la longevità è merce sempre più rara, l’Ensemble Vocale Claricantus, rappresenta una realtà che ha superato quest’anno i vent’anni con una serie di concerti (anche all’estero) che hanno arricchito un curriculum artistico già solido e corposo.

La storia del coro inizia nell’ormai lontano 2005 e si sviluppa in modo complesso. Per questa ragione, prima di entrare nel “vivo” dell’intervista con Roberto Bosticco, mettiamo a disposizione del lettore una breve scheda biografica:

 

- Il 2005  rappresenta l’anno di fondazione. Il repertorio, fin da subito, risulta indirizzato allo studio della musica polifonica, sacra e profana, antica e contemporanea.

Fin dall’inizio della sua attività, l’ensemble ha preso parte a numerose manifestazioni e rassegne corali. Tra queste: Piemonte in Musica, Stagione ASPOR, Incontri Corali 2010, Iter Vocis, Le Nvove mvsiche e Torino Chamber Music Festival.

Molte le collaborazioni con le realtà associative artistiche e sociali, tra le quali segnaliamo: Missione estera dei Cappuccini e la Comunità valdese di Torino.

Con il Patrocinio del Comune di Torino ha organizzato per diversi anni la Rassegna Corale "Voces Animae", la cui edizione del 2010 è stata dedicata all'Ostensione della Sindone e patrocinata, per l'occasione, dal Comitato per L'Ostensione.

- Dal 2005 al 2013 , l’ensemble è stato diretto da Teresa Sappa.

- Nel 2014 la direzione è stata curata da Dario Ribecchi.

- Dal 2015, la direzione passa a Simone Bertolazzi, in occasione della fusione dell’ensemble con il coro StraniVari, fondato dallo stesso Bertolazzi nel 2009.

- Dal 2019 la direzione passa a Matteo Gentile che propone un reterporio variegato e particolarmente attento alle principali innovazioni tardo-rinascimentali e contemporanee.

 

Il coro nel frattempo continua la sua attività dal vivo e le collaborazioni anche all’estero(1).

 

D. Presidente Bosticco, cosa vuol dire gestire un coro in Italia oggi?

R. E’ un’esperienza che dà soddisfazioni, ma che propone anche alcune complessità. Tutti noi svolgiamo questa attività a titolo volontaristico e lo facciamo al di fuori delle nostre rispettive attività professionali. Siamo impegnati regolarmente nelle prove e ci esibiamo in una decina di concerti ogni anno, partecipando a rassegne e progetti in cui crediamo.

Il gruppo è estremamente compatto e la qualità delle relazioni all’interno dell’ensemble è buona, questo fa percepire meno le difficoltà che possono esserci a livello organizzativo e logistico.

 

D. Quest’anno l’ensemble compie 20 anni, quali sono le attività ancora attive prima della fine dell’anno e quali le iniziative specifiche per questo anniversario.

R. Abbiamo avuto il piacere di poter condividere la nostra passione con alcuni coristi che, in questi 20 anni, hanno cantato nel coro e che hanno deciso di rientrare proprio in occasione di questa importante tappa dell’ensemble.

Ci siamo esibiti in Italia e all’estero e abbiamo continuato – tra le altre – anche alcune attività di gemellaggio. Sono state grandi opportunità artistiche e culturali, che ci hanno permesso di incontrare molte persone.

 

Entro la fine del 2025 saremo impegnati in tre concerti pre-natalizi(2):

- 12/12 a Montanaro (To).

- 13/12 al Villaggio Leumann di Collegno (To).

- 17/12 a Torino, in corso Trapani per il Gruppo Abele.

 

(Il logo modificato per il 20° anniversario – Credit: Silvia Cortese per Claricantus APS)

 

D. Quello del ventesimo anniversario può essere un buon momento per fare qualche riflessione.

R. Quella del coro è un’esperienza molto forte. Basti pensare che, nonostante le tante personalità diverse all’interno dell’enemble, si riesce a costruire qualcosa di “unico”. Si diventa “una sola voce”.

La musica unisce e crea armonia tra le persone”. Un’armonia che va oltre la musica stessa, ma che si evolve nello stare bene insieme. Siamo fortunati per questo, perché siamo riusciti a portare avanti una realtà per vent’anni, mentre (purtroppo) altri cori si sono disgregati.

 

Nella speranza di poter documentare altri anniversari dell’Ensemble Vocale Claricantus, che ben rappresenta il valore della passione al servizio della musica, e nell’augurare buon lavoro a tutti i componenti, invitiamo a seguire i canali ufficiali e a “incontrare” questi splendidi artisti dal vivo.

 

- Pagina su Italcori: https://www.italiacori.it/ensemble-vocale-claricantus-torino

- Pagina Facebook: https://www.facebook.com/ensembleclaricantus/

- Profilo Instagram: https://www.instagram.com/claricantus

 

(Il logo ufficiale dell’Ensemble Vocale Claricantus – Credit: Silvia Cortese per Claricantus APS)

 

Ensemble Vocale Claricantus (scheda tecnica):

- Tipo di coro: misto.

- Repertorio prevalente: polifonico.

- Direttore: Matteo Gentile.

- Componenti: 32 (10 soprani, 4 tenori, 12 contralti, 6 bassi)

- Sede: Torino

- E-mail: info@claricantus.it

- Affiliazioni: Associato a ACP Associazione Cori Piemontesi

 


Emmanuele Macaluso


 

Note:

1)  Biografia ufficiale nella pagina ufficiale su Italcori, https://www.italiacori.it/ensemble-vocale-claricantus-torino [02.11.2025]

2) Per maggiori informazioni sui concerti è possibile seguire le pagine social.

sabato 25 ottobre 2025

CHIUDE MTV, IL CANALE CHE CREO’ UN NUOVO LINGUAGGIO MUSICALE

MTV chiude i battenti, schiacciato dalla concorrenza dei social e dei nuovi media.

(Una delle versioni dell’iconico logo di MTV – Copyright MTV)

I media parlano della chiusura delle trasmissioni di MTV come la fine di un’era. Potrà apparire esagerato, ma quello che è certo è che MTV, tra gli anni ’80 e ’90 ha costruito un nuovo modo di comunicare il prodotto musicale.

Un modo dinamico, con un nuovo linguaggio che ha fatto dei videoclip dei veri e propri oggetti di culto, che a loro volta hanno trasformato una generazione di musicisti in icone ricchissime.

I video di Michael Jackson erano eventi per cui si aspettava (anche su altri canali televisivi) la prima visione. Madonna, i Queen, Prince, Bon Jovi, gli Aerosmith, i RUN DMC e decine di altri artisti hanno costruito la loro carriera (e ricchezza) sulle frequenze di MTV.

E cosa dire dei volti che, iniziando proprio su MTV, hanno poi continuato la propria avventura artistica altrove? I famosi veejay.

Music TeleVision è stato più di un canale televisivo. È stata il manifesto di un’epoca POP che tra colori fluo e nuovi modi di proporre la musica, ha trasformato le note musicali in volti sempre più noti. Ha mosso denaro e valori.

Sarebbe sufficiente ricordare i grandi concerti di beneficenza a favore dell’Africa, della sensibilizzazione sull’AIDS e molti altri.

MTV ha attraversato il tempo innovando, finendo poi per essere circondata, avvolta e infine stritolata dai nuovi media che - a loro volta - proponevano nuovi linguaggi ma lontano dal televisore. Il media che ha influenzato quasi quarant’anni di musica ha dovuto cedere il passo non solo ad altri media, ma soprattutto ad altri dispositivi.

La musica ora si “consuma” a colpi di visualizzazioni sul telefonino. Volumi digitali. Il mercato musicale è cambiato e ora il business lo si fa soprattutto negli eventi live, dove si vendono i biglietti.

Il televisore è un oggetto troppo ingombrante per le tasche dei giovani che, isolandosi con le cuffiette, non passano più i pomeriggi (e le notti) a vedere videoclip in camera.

Videoclip (gli attuali) che - è giusto ricordarlo - non sono lontanamente confrontabili con i capolavori trasmessi negli anni ottanta e novanta dello scorso secolo. Un secolo fa. Un’altra musica.

Rimangono i ricordi. Rimane un logo che è icona. Rimangono i nomi di chi non c’è più e di chi c’è e va avanti in un mercato  discografico diverso. Rimane una nostalgia ferma lì, che ti fa rimpiangere il fatto che il tempo sia andato avanti dimenticando da qualche parte la qualità musicale e artistica. Rimane la gratitudine di chi ha visto. Di chi c’era. Grazie MTV.

 

Emmanuele Macaluso

giovedì 23 ottobre 2025

REPORTAGE: MOSTRA “IL CONTE COZIO E IL MITO DI STRADIVARI”

REPORTAGE: Abbiamo visitato la mostra attualmente allestita in una delle sale di Palazzo Madama a Torino, tra tesori di Stradivari, Guarneri del Gesù e altri mostri sacri della liuteria italiana del ‘700 e ‘800.

(Una visione d’insieme della sala con gli strumenti in esposizione - Photo: Emmanuele Macaluso - Copyright Opificio della Musica)

Dal 19 settembre al 23 novembre 2025, è allestita a Torino, presso la sala espositiva del piano terra di Palazzo Madama, la mostra “Il Conte Cozio e il mito di Stradivari – Capolavori in Piemonte del ‘700 e ‘800”.

La mostra mette insieme alcuni pezzi pregiati di Ignazio Alessandro Cozio, conte di Salabue (Casale Monferrato 1755 - Salabue 1840), nobile piemontese appassionato di musica, che ha raccolto strumenti ad arco, sparititi e cimeli del 1700/1800 di assoluto valore, diventandone uno dei massimi collezionisti dei quali abbiamo notizia. 

L’allestimento è ben curato, con un’ottima gestione dell’illuminazione e degli spazi. Gli strumenti (violini, viole, mandolini e chitarre) sono stati appesi all’interno di teche che permettono di poter indagare i pezzi anche nel retro, mettendo a disposizione del visitatore i segni di usura degli strumenti che, a contatto con i musicisti, hanno impresso nell’aria il loro splendido suono.

I pezzi in visione sono capolavori assoluti costruiti da liutai del calibro di Antonio Stradivari, Nicola Amati, Giuseppe Guarneri del Gesù e Giovanni Battista Guadagnini.

A completare l’esposizione alcuni documenti, testi e spartiti che hanno accompagnato il conte nella sua lunga vita punteggiata dalla passione per la musica.

(Un’altra visione d’insieme della sala con gli strumenti in esposizione - Photo: Emmanuele Macaluso - Copyright Opificio della Musica)

Consigliamo di visitare la mostra, sottolineando che avrebbe meritato una maggiore esposizione mediatica e che (purtroppo), arrivata ben oltre la metà del suo periodo di esposizione, non vede ancora un catalogo a disposizione dei visitatori. Catalogo che può essere prenotato, ma che avrebbe dovuto riempire gli scaffali del bookshop fin dall’inizio.


Un’ultima considerazione:

Non possiamo non chiederci quanto (e come) questo evento culturale sarebbe stato pubblicizzato - e reso maggiormente fruibile dai tanti appassionati di musica - al di fuori delle mura cittadine. La sensazione è che rimanga sempre quell’antico pensiero tipicamente sabaudo, secondo cui – se un evento viene “comunicato” bene – rischia di diventare troppo “commerciale”. Orrore! 



Emmanuele Macaluso

venerdì 4 luglio 2025

“UNA LADY MACBETH DEL DISTRETTO DI MCENSK” APRIRA’ LA STAGIONE LIRICA 2025/26 AL TEATRO ALLA SCALA

La prima scaligera  del 7 dicembre è affidata all’opera di Dmitrij Dmitrievič Šostakovič

(Nella foto il M° Riccardo Chailly - Credit: Teatro alla Scala)

Dopo la consueta “prima under 30” del 4 dicembre, sarà “Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk” ad allietare il pubblico per la prima al Teatro alla Scala di Milano.

L’evento darà il via alla stagione operistica del teatro meneghino e riempirà il cartellone dal 7 al 30 dicembre 2025.

I biglietti saranno disponibili dalle 12 del prossimo 15 ottobre.

Come ormai da tradizione, la prima sarà trasmessa su Rai1 e sulle relative piattaforme Rai il 7 dicembre. La collaborazione tra la Radio Televisione Italiana e il Teatro alla Scala, prevede anche la trasmissione della “Carmen”, della “Traviata” e un balletto su Rai5, oltre al “Concerto di Natale” su Rai1.

 

Di seguito le informazioni relative a “Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk”:

 

UNA LADY MACBETH DEL DISTRETTO DI MCENSK

Dmitrij Dmitrievič Šostakovič

Opera in quattro atti

Libretto di Aleksandr Prejs e Dmitrij Šostakovic

Dall’omonima novella di Nikolaj Leskov

Orchestra e Coro del Teatro alla Scala

Nuova produzione Teatro alla Scala

 

Direttore: Riccardo Chailly

Regia: Vasily Barkhatov

Scene: Zinovy Margolin

Costumi: Olga Shaishmelashvili

Luci: Alexander Sivaev

 

Cast

Boris Timofeyevich Izmailov: Alexander Roslavets

Ekaterina Lvovna Izmailova: Sara Jakubiak

Sergej: Najmiddin Mavlyanov

Zadripanniy Mujichonka Un contadino cencioso: Alexander Kravets

Svyashchennik Un prete: Valery Gilmanov

Zinoviy Borisovich Izmailov: Yevgeny Akimov

Chasovoy Un guardiano/domestico: Jirí Rajniš

Pristav Capo della Polizia: Oleg Budaratskiy

Aksinya: Ekaterina Sannikova

Stariy Katorjnik Vecchio forzato: Goderedzi Janelidze

Sonyetka: Elena Maximova

Katorjnitsa Una forzata: Natalya Romaniw

Gorodovoy Una guardia: Li Huanhong

Uchitel, Un insegnante: Vasyl Solodkyy


(Credit: Teatro alla Scala)


In breve
(dal sito del Teatro alla Scala)

Nel cinquantenario della morte di Šostakovič il Teatro alla Scala inaugura la Stagione con il suo capolavoro Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk, tratto dal racconto di Nikolaj Leskov in cui una giovane sposa con la complicità dell’amante uccide il marito e il tirannico suocero, ma viene scoperta e finisce per suicidarsi in Siberia, tradita da tutti. 

Dopo il debutto a San Pietroburgo, l’opera, che avrebbe dovuto essere il primo capitolo di una trilogia sulla condizione della donna in Russia, ebbe enorme successo in patria e all’estero. Stalin assistette a una rappresentazione a Mosca nel 1936; due giorni dopo apparve sulla Pravda la celebre stroncatura dal titolo “Caos invece di musica” con cui il regime metteva all’indice l’opera e il compositore. Anni dopo Šostakovič preparò una nuova versione che andò in scena a Mosca nel 1963 con il titolo Katarina Izmajlova, dopo che il sovrintendente Ghiringhelli aveva invano cercato di ottenerne la prima per la Scala. Oggi il Teatro presenta la versione del 1934 con la direzione del M° Chailly e il debutto del regista Vasily Barkhatov.

 

 

Emmanuele Macaluso

venerdì 28 marzo 2025

MARTA ZANETTA: L’IMPORTANZA DEI SOCIAL E DELLA CONDIVISIONE DEL “DIETRO LE QUINTE” NELLA CULTURA

L’esperta di comunicazione racconta la sua esperienza come social media manager all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano, in uno dei momenti più difficili della storia.

(Nella foto: Marta Zanetta - Credits: M. Zanetta)

 

Chi è Marta Zanetta: torinese, una laurea in architettura al Politecnico di Torino, inizia la sua carriera come social media manager gestendo una pagina Facebook dedicata ad un progetto di arte contemporanea della sua città. Si forma ulteriormente allo IED con un master in  organizzazione e comunicazione degli eventi, mentre continua a lavorare nell’ambito culturale e artistico. Non paga, si iscrive e conclude un secondo master al Sole 24Ore Business School in marketing e comunicazione nel 2019, anno in cui risponde alla job application per entrare a far parte dello staff dell’Accademia del Teatro alla Scala.

La sua esperienza nella prestigiosa fondazione scaligera inizia nel 2020, in piena pandemia COVID-19, dove ha trasformato il problema della chiusura delle attività offline in opportunità fino alla fine del suo incarico nel 2022.

 

Il Teatro alla Scala di Milano fu uno dei primi teatri a chiudere. Le restrizioni per il Covid furono applicate in Italia prima che negli altri Stati europei. Il Paese si ritrovò con le strade vuote e le persone sempre più isolate fisicamente, ma interconnesse attraverso il web. Marta Zanetta entrò a dare il suo contributo professionale in “Accademia” in questo scenario. Un contesto che ha portato molti aspetti della vita “reale” a doversi “digitalizzare”. Nacque quindi la necessità di rilanciare e plasmare la strategia di comunicazione (soprattutto sui canali social e web), con nuove iniziative e a caccia di un nuovo pubblico. Proprio in quel periodo videro la luce due  progetti che sono ancora oggi attivi:

 

- “Hall of Fame”: una rubrica pubblicata sul sito della fondazione, che ha il compito di far conoscere gli ex allievi dell’accademia a distanza di qualche tempo dal termine del percorso formativo a Milano. Uno sguardo inedito, che permette al lettore di conoscere le nuove stelle del panorama mondiale.

Questo prodotto editoriale ha avuto - e sta avendo - notevole successo. Ha altresì portato a dei vantaggi dal punto di vista strategico:

1) Ha aumentato gli indici SEO e di posizionamento del sito web sui motori di ricerca.

2) Ha dato la possibilità di creare nuovi contenuti durante un periodo complesso.

3) Ha fatto incrementare la brand reputation della fondazione.

4) Ha dato visibilità anche all’intervistato, riversando anche su di lui gli effetti dei 3 punti precedenti.

 

- “Una giornata con…”: è stata la seconda rubrica attivata durante il lavoro di Marta nella realtà scaligera. Il format prevede la presenza di un videomaker e un fotografo nella giornata di un allievo dell’accademia. Da quando esce di casa al mattino, durante le ore di studio e prove fino alla sera. Un interessante sguardo nella vita dell’artista e nel “dietro le quinte” del contesto nel quale questo si forma e opera.

 

All’interno dello scenario globale che abbiamo descritto, e in supporto alle 2 rubriche, l’importanza dei social si è palesata - ed è diventata ancora più strategica - a causa del naturale depotenziamento degli altri canali di comunicazione offline.

I canali social, oltre ad un compito meramente comunicativo, sono stati utilizzati anche per ragioni strategiche. Tra queste, quella di ampliare e diversificare i bacini di utenza delle due realtà scaligere, che hanno target decisamente differenti.

L’età media del Teatro alla Scala infatti è alta, mentre quella dell’Accademia del Teatro alla Scala rientra nella fascia di età 18/35 anni. Il biennio 2020-22 ha portato ad un ampliamento e consolidamento della platea.

Durante l’intervista, Marta Zanetta ha messo un accento molto forte su un’altra possibilità offerta dai social media: quella di poter condividere con il pubblico il vero “dietro le quinte” durante la preparazione degli spettacoli teatrali e le prove. Uno spettacolo nello spettacolo, che vede il lavoro coordinato di figure professionali che meritano di essere raccontate e condivise. Una realtà troppo spesso surclassata dalla maestosità delle messe in scena offerte dalla lirica e dal balletto e che è stata finalmente messa a disposizione del pubblico, con l’intento di affascinare anche le nuove generazioni.



(Logo dell’Accademia Teatro alla Scala – Copyright dell’omonima Fondazione)

 

Al di là dell’intervista, crediamo comunque sia giusto invitare i nostri lettori ad una riflessione sull’importanza che l’Accademia Teatro alla Scala - una fondazione con un modello di business pubblico-privato - ha dedicato alle strategie di marketing e promozione anche sui media digitali. Una scelta che ha permesso una diversificazione comunicativa, che ha mantenuto viva la comunicazione dell’accademia, mentre tutte le attività “live” erano ferme. Un impegno che ha altresì permesso a questa realtà di creare una visibilità che ha incentivato gli sponsor privati a mantenere attiva la partnership in un momento delicato.

 

Un ringraziamento a Marta Zanetta per aver condiviso con noi molti aspetti interessanti della sua esperienza professionale e personale. Una voce autorevole, che ci ha donato uno sguardo inedito sulle strategie e le attività che una realtà di livello internazionale ha messo in campo durante un periodo di crisi.

 

 

Emmanuele Macaluso

venerdì 21 marzo 2025

ANASTACIA FA TREMARE LE OGR DI TORINO CON LA SUA VOCE

REPORTAGE: La cantante statunitense approda a Torino con il suo tour “Not that kind 2025” e scuote le Officine Grandi Riparazioni.

(Anastacia e la sua band al termine del concerto – Credits: Emmanuele Macaluso e Opificio della Musica / Odm)

Il 19 marzo 2025 non sarà ricordato solo per la festa del papà, ma per il concerto di Anastacia a Torino. A 25 anni dalla pubblicazione del suo albumNot That Kind”, la cantante statunitense festeggia le sue nozze d’argento con la musica che conta e lo fa con la sua inesauribile carica di energia.

(La locandina del concerto alle OGR - credits: organizzazione dell'evento)

Un batterista, una percussionista, un tastierista, un bassista, un chitarrista e due coristi sono bastati ad Anastacia per far tremare le OGR con la sua incredibile voce. Una voce “nera” che viene sprigionata da una cantante che si è presentata all’appuntamento in splendida forma dal punto di vista vocale e fisico. Niente effetti speciali, al vero talento non servono.

Quasi due ore di spettacolo, nei quali sono stati ripercorsi i 25 anni di carriera con la seguente scaletta:

One Day in Your Life
Now or Never
Staring at the Sun
Paid My Dues
Nobody Loves Me Better / Don’tcha Wanna
Sick and Tired
Overdue Goodbye
Made for Lovin’ You
I Can Feel You
Intermezzo dei coristi: Vogue / This Is How We Do / Everybody (Backstreet’s Back)

Heavy on My Heart
You’ll Never Be Alone
Secrets / Welcome to My Truth
How Come the World Won’t Stop

All Right Now
Sweet Child o’ Mine
Boxer
Stupid Little Things
Left Outside Alone
---
Finale/bis:

Not That Kind
I’m Outta Love
Left Outside Alone

Da segnalare l’arrangiamento inedito di “Left Outside Alone”, che ha reso la canzone irriconoscibile al pubblico fino all’attacco di Anastacia sul testo. Altro momento da ricordare è la risposta della cantante al pubblico che, iniziando a dedicarle la canzone “Sei bellissima” di Loredana Berté, ha portato l’artista statunitense a cantare la canzone insieme al pubblico “ghiacciandolo” letteralmente con la potenza della sua voce. Un momento che ha unito sorpresa e divertimento.

Nel complesso, il concerto ha rappresentato un’esperienza musicale genuina, con buoni musicisti all’opera e una voce vera a disposizione di un pubblico entusiasta. Merce rara ultimamente nella musica pop.

 

Emmanuele Macaluso

martedì 25 febbraio 2025

OPIFICIO DELLA MUSICA SBARCA SU LINKEDIN

COMUNICAZIONE UFFICIALE: Opificio della Musica apre la sua pagina ufficiale su LinkedIn, il social media per il business più importante al mondo.

Opificio della Musica (OdM), si sta evolvendo da blog di divulgazione musicale a vero e proprio sistema integrato di comunicazione e marketing.

Oltre alla pagina Facebook, da oggi è possibile seguire Opificio della Musica anche sul Linkedin, la piattaforma social media più influente e credibile al mondo legato al business.

 

La pagina Linkedin di Opificio della Musica è disponibile al link: https://www.linkedin.com/company/opificio-della-musica



La Redazione di OdM